Diciassettesima puntata

Photo by Kurtz H. Ciattanuga – Personal Collection

Photo by Kurtz H. Ciattanuga – Personal Collection

L’odierna puntata di ALLONSANFAN – Back to the Zeitgeist conferma, se mai ce ne fosse bisogno, l’eccelso livello culturale raggiunto e consolidato dal cenacolo culturale magistralmente condotto dall’eccelso Filolao.

Chiusa la diciassettesima edizione del Far East Film, il dibattito si è spostato verso il prossimo evento ad elevato impatto mediatico nel nostro amato Friuli: Vicino Lontano. Ha assunto particolare pregnanza la discussione intorno al tema della sessualità tra i friulani under 35. Fermo restando che della sfera sessuale dei friulani (così come quella degli afgani, dei triestini, dei malesi, degli ugro-finnici o di qualsiasi altra etnia/nazionalità) non ce ne può fregare di meno, una domanda sorge spontanea: perché mai circoscrivere la ricerca agli under 35? Trattasi di una tensione escatologica propulsa dall’amore scientifico per la ricerca sperimentale o dell’ennesimo tentativo di solleticare la pancia del pubblico, mirando a suscitare un facile interesse di breve periodo, in linea con lo Spirito del Tempo che caratterizza questo scorcio di inizio millennio, amante dell’inane vaniloquio autoreferenziale? Mah.

Molto più interessante e concreto ci è apparso il sacrale Contratto tra il Cavalier Codutti e il popolo friulano, annunciato in diretta e finalizzato a conferire maggiore tangibilità al nuovo progetto di Lisandri, il Patriarcato di Aquileia 2.0. Un patto molto semplice e comprensibile, articolato in tre punti che bene si prestano ad essere veicolati mediaticamente: la solenne promessa che mai più gli unni invaderanno il nostro amato Friuli; l’impegno formale a potenziare le strutture sanitarie locali onde scongiurare una possibile epidemia di peste bubbonica; la garanzia che ogni immigrato accolto nella Piccola Patria venga impegnato in attività socialmente utili. Al netto di una verbosità a tratti forse troppo focosa – ma comunque riconducibile nell’alveo del carattere burbero ma sincero di un vecchio combattente ed imprenditore mai domo e sempre pronto all’azione – e della forse non proprio maniacale cura nell’attualizzare alcune problematiche che potrebbero apparire desuete, non possiamo che inchinarci dinanzi al genuino slancio di Lisandri, che in questa impresa mette in gioco tutto sé stesso: qualora fosse eletto Patriarca del Friuli – e non fosse in grado di concretizzare tutti i punti del Contratto – il Cavaliere si è infatti impegnato a farsi pubblicamente linciare dalla folla inferocita nello Stadio Friuli. Un bell’esempio per la nostra asfittica classe politica, ammalata di cadreghinismo progressivo irreversibile e geneticamente incapaci di assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Bravo Lisandri. Ci sentiamo però di consigliarti di prestare attenzione ai consigli al solito generosamente elargiti dall’eccelso Filolao, finalizzati ad ottimizzare alcuni dettagli del Contratto onde aumentarne l’appetibilità mediatica. Grazie, eccelso Filolao.

La ferrea volontà di gettare il cuore oltre l’ostacolo è del resto emersa anche dalla lettura dell’ennesima fatica creativa di Lisandri: trattasi dell’haiku friulano Tilio il canarin, ennesima testimonianza dell’interno ribollire del Cavaliere, che sotto la paterna mano dell’eccelso Filolao continua il suo silente lavorio di trasmutazione interiore. La sua candidatura a Patriarca del Friuli può essere da questo punto di vista essere interpretata come un notevole passo in avanti, una vero cambiamento paradigmatico rispetto all’esperienza dell’Accolita Indipendentisti Durazzo – Friul Libar.

Non possiamo non fare cenno su una problematica emersa nel sofferto dialogo di elevato spessore che ha caratterizzato l’odierna puntata. Trattasi di un vero flagello culturale, che pare interessare anche il nostro amato Friuli: la presenza di (aspiranti) “artisti” che per superare la loro strutturale incapacità di creare in proprio, devono purtroppo ridursi a copiare vilmente le opere e le idee altrui. Che poi questi tristi personaggi si presentino magari come difensori del nostro amato Friuli a della sua cultura rende il tutto ancora più avvilente. Ma molto in linea con lo Spirito del Tempo. Bah.

Lo sguardo triste su un mondo in irreversibile decadenza è del resto il tema centrale dell’opera del noto artista friulano contemporaneo Kurtz H. Ciattanuga – poliedrico genio creativo ed esponente di spicco della Discaric Art – ad ornamento del post a commento dell’odierna puntata. Uno squisito lavoro grafico – Holy Look – che testimonia mirabilmente una tensione intima verso l’Assoluto, una volontà interiore di gettare uno sguardo attraverso ed oltre la misera materialità per superare la meschina contingenza del presente. In un mondo disperato e disperante questa luminosa perla grafico-visiva è un messaggio di speranza che ci giunge dall’Infinito per intercessione di un artista ispirato di eccelso livello. Grazie di cuore, Kurtz H. Ciattanuga.

Dopo avere doverosamente ringraziato l’immarcescibile Sandro Zavagno per il suo splendido lavoro in regia e la Professoressa Rachele per i suoi preziosi Cjantonus culturai – rubrica della quale trovate l’elenco dei temi principali nella colonna qua a fianco – ricordiamo ai nostri fedeli lettori ed ascoltatori che la prossima puntata della stagione di ALLONSANFAN – Back to the Zeitgeist andrà in onda lunedì 18 maggio, come sempre alle ore 21.

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