Ventesima puntata

Photo by Kurtz H. Ciattanuga – Personal Collection

Photo by Kurtz H. Ciattanuga – Personal Collection

Ieri si è celebrato il solstizio d’estate, come a tutti noto il giorno in cui il Sole raggiunge il valore massimo di declinazione positiva nel nostro emisfero. Un elevato livello di irraggiamento fotonico – probabilmente riconducibile all’atteso succitato evento astronomico – è stata la verosimile causa del netto incremento di vitalità del Cavalier Lisandri Codut, che nell’odierna puntata ha raggiunto picchi stellari di estemporanea creatività, brillantemente modulata dall’eccelso Filolao, indiscusso deus ex machina della trasmissione. Grazie, eccelso Filolao!

Il buon vecchio Lisandri ha infatti colto l’occasione per condividere con il ritrovato cenacolo culturale – nuovamente a pieno organico grazie all’agognato ritorno della preziosa e competente Professoressa Rachele, squisita presenza femminile della trasmissione – una gragnola di nuove idee per integrare il sacrale Contratto con il popolo friulano, dopo che il Capitolo della Basilica di Aquileia ha rimandato a settembre la sua discussa candidatura a Patriarca 2.0.

Questa temporanea battuta d’arresto – lungi dallo scalfire la sua scorza di veterano di mille battaglie – ha moltiplicato le energie del Cavaliere, che ha esposto un’articolato paniere di proposte visionarie ad elevato impatto comunicativo, a cominciare da quella di coprire la città di Aquileia sotto una cupola di plexiglas, onde proteggere il suo patrimonio storico e sinergicamente creare un evento multimediale capace di coagulare l’interesse dei cittadini attorno al suo movimento civico, il sempre più discusso Patriarcato di Aquileia 2.0.

Cogliamo l’occasione per prendere le distanze dai facinorosi boccaloni sputasentenze che ritengono queste proposte troppo visionarie – o banalmente ascrivibili a un mero eccesso di irraggiamento solare. Non possiamo non inchinarci davanti alle idee innovative di Lisandri, al suo sincero desiderio di servire la sua terra – il nostro amato Friuli – con approccio totalmente avulso dal servile e atavico cadreghinismo della nostra moribonda e puteolente classe politica, perennemente trincerata dietro a un inane uso strumentale di slogan senz’anima, incapace di tradurre il proprio vaniloquio in azione efficiente ed efficace per i cittadini che dovrebbe rappresentare.

Ai succitati facinorosi sputasentenze lobotomizzati ricordiamo l’etimologia del lemma desiderare: deriva dal latino de-sidera, cioè mancante di stelle, nell’accezione di assenza di segnali augurali, e quindi di presenza di un anelito vitale per qualcosa che manca. Invitiamo questi tristi signori a tornare a grufolare nella mota della più abietta ignoranza, in linea con il loro – e purtroppo anche nostro – triste Spirito del Tempo, lasciando ai pochi ancora in grado di farlo di trarre ispirazione dalle forze ancestrali della natura per cercare di dare una mossa allo stato di coma profondo in cui versa l’ambiente socioculturale friulano.

L’anelito vitale coduttiano è del resto oggettivato dal nuovo slogan ad elevato impatto comunicativo, probabilmente mirabilmente affinato dall’alacre attività di eruditi spin doctor : A dute manete cuintri il mal!. Un messaggio di elevato valore taumaturgico, capace di aprire inusitati orizzonti di speranza per le stanche genti friulane. Grazie, Lisandri!

L’eccelso Filolao – in un gesto di lungimirante generosità – ha regalato a Lisandri – in ormai inarrestabile orgasmo creativo – l’opportunità di leggere in diretta – speriamo già dalla prossima puntata – una delle sue fatiche letterarie: trattasi del ponderoso tomo Nuie, testo sofferto di circa 5000 pagine, abilmente  articolato in un singolo capitolo. Attendiamo frementi.

Continua in ogni caso la declamazione in diretta degli haiku friulani, concretizzatasi nell’odierna puntata nella lettura della fatica poetica Poldo, effettuata al solito prima in lingua friulana dallo stesso Lisandri, e poi in lingua italiana dall’eccelso Filolao, che al solito ci ha regalato anche un ricercato commento di elevato spessore culturale. Ancora una volta grazie, o eccelso Filolao!

Prima di accomiatarci non potevamo non spendere due dovute parole di commento all’inestimabile opera figurativa ad ornamento del post a commento all’odierna puntata, al solito generosamente regalataci dal noto artista friulano contemporaneo Kurtz H. Ciattanuga, famoso esponente di spicco della Discaric Art . Trattasi del travagliato lavoro Sweet Empathy, prezioso messaggio di speranza ermeneutica, pregevole ed inestimabile produzione sincretica capace di regalarci attimi di estasi sinestetica, offrendo un’immanente opportunità di apprezzare la concretizzazione virtualizzata dell’ideale nietzschiano, che come a tutti noto ha caratterizzato la fase di produzione artistica successiva al superamento della sindrome di Gauguin, inestricabilmente intrecciata al periodo di sofferta permanenza a Paularo del sublime Maestro. Grazie, Kurtz H.

Dopo avere doverosamente ringraziato il come sempre monolitico Sandro Zavagno per il suo impeccabile lavoro in regia e la come sempre impareggiabile Professoressa Rachele per i suoi preziosi Cjantonus culturai – rubrica della quale trovate l’elenco dei temi principali nella colonna qua a fianco – ricordiamo ai nostri fedeli lettori ed ascoltatori che la prossima puntata della stagione di ALLONSANFAN – Back to the Zeitgeist andrà in onda lunedì 6 luglio, come sempre alle ore 21, sulle magiche frequenze di Radio Onde Furlane.

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