Ventitreesima puntata

Photo by Kurtz H. Ciattanuga – Personal Collection

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L’ineluttabile è alla fine arrivato. Purtroppo. Oggi abbiamo ascoltato l’ultima puntata della stagione di ALLONSANFAN – back to the Zeitgeist. E il fatto che si tratti di una puntata-bonus, realizzata su pressante richiesta del nostro amato pubblico, non mitiga certo il dolore associato a questo luttuoso evento. Anzi.

Ulteriore fonte di sofferenza è l’ormai accertata incapacità della neonominata commissione d’inchiesta di squarciare l’alone di mistero che ancora oggi avvolge la scomparsa dell’invitto Comandante Hagbard Celine.

Se da un lato non nascondiamo l’apprezzamento per il generoso sforzo del Cavalier Lisandri Codut di andare personalmente nel passato alla ricerca della verità – utilizzando una macchina del tempo all’uopo costruita dall’ingignir Marco Lanaro – dall’altro non possiamo non palesare l’ulteriore frustrazione derivata dal prendere atto del – almeno per il momento – totale fallimento di questo ulteriore tentativo.

Ma è forse la “cronica mancanza di buone notizie” – ci permettiamo di citare l’eccelso Filolao confidando nella sua indulgenza – la costante che più ci rattrista nell’osservare la triste quotidianità di questo desolato scorcio di inizio millennio (e di fine stagione).

In compenso le pessime notizie non scarseggiano certo. A tale riguardo l’eccelso Filolao ha generosamente fornito un esempio di classica disinformazione di massa – coerente con l’infelice Spirito del Tempo nel quale siamo ahimè immersi – regalandoci un approfondita spiegazione di come si possa surrettiziamente spacciare per verità scientifica un’affermazione di per sé quasi grottesca. Parliamo dell’articolo Un plebiscito per il Jobs Act: il 98% dei friulani è d’accordo, malauguratamente comparso sul principale quotidiano locale in data 2 agosto 2015. A parte il fatto che dichiarare che il 98% dei friulani è d’accordo con una legge – che di fatto restringe anche la fattispecie del lavoro a tempo indeterminato nel perimetro del lavoro precario – ci sembra di per sé una cialtronata pazzesca, nell’odierna puntata l’eccelso Filolao ha spiegato in maniera approfondita come il contenuto di questo articolo sia altamente risibile. Invitiamo ad ascoltare la puntata per ulteriori dettagli, in questa sede non ci sentiamo di scrivere altro in quanto al solo pensiero siamo squassati da furiosi conati di vomito che ci impediscono di digitare correttamente.

Se la lettura dei giornali in Italia è in crollo verticale gli editori poi non si lamentino. Magari questi signori potrebbero tornare a fare il loro lavoro, che consiste nel riportare i fatti, verificando le fonti e facendo una (sana e santa) opera di selezione. Non di baciare le terga al potente di turno affermando l’inaffermabile con fastidiosa sicumera.

Come sempre cerchiamo nella cultura il balsamo per lenire le sofferenze che derivano dall’immersione nel nostro desolato e desolante Spirito del Tempo. E lo troviamo nell’ultima fatica poetica del Cavalier Codutti, l’haiku friulano Anute, che il buon vecchio Lisandri ha dedicato al giornalista, scrittore e poeta friulano Beno Fignon. Trattasi dell’ennesimo lavoro capace di epifanizzare con rara leggerezza la leggendaria capacità delle genti friulane di affrontare con gaiezza le difficoltà della vita. Siamo friulani e quindi felici. Ricordiamocelo sempre.

Ringraziamo il noto artista friulano contemporaneo Kurtz H. Ciattanuga, che – in quanto esponente di spicco della Discaric Art –  ha ritenuto particolarmente stimolante la lettura del succitato articolo, tanto da trarne una profonda ispirazione concretizzatasi nel lavoro grafico The Lure of Illusion, che adorna il presente post a commento dell’odierna puntata. Kurtz H. era intezionato a pagare per potere esporre su questo blog il suo lavoro, ma abbiamo ritenuto doveroso rifiutare, bastandoci l’onore di ospitare una sua opera inedita. Invitiamo i nostri lettori ad abbandonarsi alle emozioni psichedeliche derivanti dalla fruizione visiva dell’opera.

Prima di accomiatarci ci sentiamo in dovere di ringraziare sentitamente l’inossidabile Sandro Zavagno per il suo sempre impeccabile lavoro in regia e la preziosa Professoressa Rachele per i suoi interessantissimi Cjantonus culturai, rubrica della quale trovate l’elenco dei temi principali nella colonna qua a fianco.

Ci risentiamo a settembre. Speriamo.

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Ventunesima puntata

Photo by Kurtz H. Ciattanuga – Personal Collection

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Il tempo scorre inesorabile, e la presente stagione di ALLONSANFAN sta ineluttabilmente volgendo verso il suo termine naturale, mentre la crescente calura estiva attanaglia il nostro amato Friuli, rendendo sempre più arduo il già di per sé intrinsecamente difficile compito di ricerca dello Zeigeist – lo Spirito del Tempo – purtroppo progressivamente sceso negli ultimi anni a livelli indegni del glorioso passato della nostra Piccola Patria. Un glorioso passato che – ahimè, e perdonate la rima – è tanto lontano da essere ormai dimenticato.

Onestamente guardandosi attorno non è certo facile trovare motivi per essere felici. E questo nonostante il fatto che siamo friulani. E quindi ontologicamente ottimisti. Il quadro politico, economico e sociale non appare per nulla esaltante, e meno esaltante ancora paiono essere le prospettive future. Nel breve, nel medio e nel lungo periodo. Purtroppo.

Ma qualcuno continua a lottare strenuamente per un futuro migliore. Il rinnovato cenacolo culturale – non a caso definito celestiale dalla nostra preziosa e fedele ascoltatrice e lettrice Gretel in un suo gradito commento al post della scorsa puntata – formato dall’eccelso Filolao, dall’insostituibile Professoressa Rachele e dal Cavaliere Lisandri Codut, costituisce un mirabile esempio di tenace nucleo di resistenza sul quale al momento i marosi della cialtronaggine autoreferenziale imperante continuano a infrangersi inani. Certo, c’è da chiedersi per quanto tempo questo nucleo di valorosi continuerà la lotta per l’elevazione socioculturale delle genti friulane, attualmente agonizzante su livelli di infima mediocrità.

Il pensiero corre spontaneo ai tempi lontani in cui un pugno di giovani eroi si strinse attorno alla Bandiera Bianca del Comandante Hagbard Celine, a eroica difesa dei Sacri Valori del nostro amato Friuli. Lo scontro fu violentissimo, e ancora oggi un alone di mistero avvolge la scomparsa dell’invitto Comandante Hagbard Celine. Ai superstiti non rimane altro che chinare il capo col cuore gonfio di contrita riconoscenza davanti all’epitaffio di quanti hanno donato la propria vita per regalare un futuro migliore alle giovani generazioni.

Come a tutti noto il Cavalier Codutti è uno dei pochi sopravvissuti – fino a poco tempo fa si riteneva essere l’unico – a quei tempi lontani e onusti di gloria. E – al di là del suo carattere esuberante e della sua forse alle volte eccessiva schiettezza – non si può certo dire che lesini energie per cambiare lo stato di coma profondo in cui versa la piatta realtà friulana.

Gli auguriamo con tutto il cuore di riuscire a concretizzare il rinnovato sacrale Contratto con il popolo friulano, capace alfine di ottenere dal Capitolo della Basilica di Aquileia l’approvazione – agli esami di riparazione a settembre – per la sua candidatura a Patriarca di Aquileia 2.0. Un primo segnale positivo è stato la creazione del nuovo slogan a elevato impatto comunicativo ideato dal Cavaliere per dare nuovo impulso vitale al suo movimento civico, il sempre più discusso Patriarcato di Aquileia 2.0: A dute manete cuintri il mal. Le idee non mancano di certo al buon vecchio Lisandri, che può inoltre contare sul paterno aiuto dell’eccelso Filolao, sempre prodigo di preziosi consigli e incline a elargire impagabili suggerimenti per indirizzare la spumeggiante creatività del Cavaliere lungo percorsi più agevoli. Grazie, generoso ed eccelso Filolao.

Se le cause scatenanti l’attività politica a elevata caratura morale del Cavaliere potrebbero anche essere ascritte – almeno teoricamente – a un latente e inconscio senso di colpa per essere sopravvissuto alla scomparsa dell’invitto Comandante Hagbard Celine, altrettanto non si può certo dire per l’incontenibile furia creativa di Lisandri, inconfutabile prova oggettiva dell’elevatezza delle forze interiori che spingono Lisandri a scendere in campo, nonostante l’età e le dure prove che la vita gli ha fatto affrontare.

L’elevato spessore morale dei contenuti della produzione coduttiana levano la terra da sotto i piedi ai pezzenti sputasentenze che continuano a insinuare che Lisandri sia solo un povero cialtrone allo sbaraglio, pronto a prostituirsi senza ritegno per avere un minimo di visibilità mediatica, in linea con il triste Spirito del Tempo che caratterizza la nostra avvilente contemporaneità. E’ bastato ascoltare dalla viva voce del Cavaliere un breve brano tratto dal suo ponderoso tomo Nuie per renderci conto dello spessore culturale da lui raggiunto attraverso un sofferto percorso di crescita interiore.

E che dire del suo ennesimo haiku friulano, Te Ostarie? Come non rimanere letteralmente travolti dalla carica di ottimismo e dalla ferrea volontà di superare ogni ostacolo che grondano generose e inarrestabili da ogni verso? Grazie, Lisandri.

E sono sempre l’ottimismo e la capacità di guardare al futuro con il sorriso sulle labbra indipendentemente dalla situazione contingente – tutte qualità tipicamente friulane – le tematiche centrali della fatica grafico-visiva che impreziosisce il presente post a commento dell’odierna puntata, come sempre donatoci dal noto artista friulano contemporaneo Kurtz H. Ciattanuga, famoso esponente di spicco della Discaric Art. Trattasi dell’opera Global Redemption, messaggio iconico a elevato impatto apotropaico ed eccelsa valenza teleologica in chiave ottimistica, capace di epifanizzare in modo intuitivo il processo metabletico che ha travagliato la sofferta vita del Maestro. Grazie, Kurtz H.

Prima di accomiatarci vogliamo e dobbiamo – come sempre – ringraziare il generoso e monolitico Sandro Zavagno per il suo indefesso lavoro in regia e la preziosa Professoressa Rachele per la competenza con la quale cura i Cjantonus culturai – rubrica della quale trovate l’elenco dei temi principali nella colonna qua a fianco – e per la sua impagabile presenza squisitamente femminile. Non possiamo inoltre non ringraziare più che sentitamente Gretel, per la costanza con la quale segue la trasmissione e il blog.

Ricordiamo ai nostri fedeli ascoltatori e lettori che l’ultima puntata della stagione di ALLONSANFAN – Back to the Zeitgeist andrà in onda lunedì 20 luglio, come sempre alle ore 21, sulle magiche frequenze di Radio Onde Furlane.

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Sedicesima puntata

Photo by Kurtz H. Ciattanuga – Personal Collection

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Che cosa frena il Cavalir Lisandri Codut dal realizzare i suoi bellicosi propositi di diventare il nuovo punto di riferimento della Piccola Patria, quale novello Patriarca del re-instaurato Patriarcato di Aquileia 2.0? Ahinoi, non ci è dato di saperlo. Quel che invece è certo è che l’argomento è stato a più riprese dibattuto durante l’odierna puntata di ALLONSANFAN – Back to the Zeitgeist, l’ormai affermato cenacolo culturale condotto come sempre con magistrale competenza dall’eccelso Filolao.

Non sono mancati durante l’odierna puntata momenti di indicibile commozione, foriero – strano a dirsi – proprio il Cavalir, recatosi in devoto pellegrinaggio alla Basilica di Aquileia onde rendere il giusto omaggio e trarre fonte di ispirazione dinanzi al sarcofago contenenti i resti mortali di Marquardo di Randeck, ultimo patriarca peraltro a essere tumulato all’interno della basilica. Non osiamo pensare alle reazioni del buon Marquardo allorquando Lisandri ha inteso manifestare i suoi propositi, ma pare proprio che il sinistro scricchiolio di ossa consunte dai secoli testé colà distintamente uditosi possa essere interpretato come tutt’altro che un segno di benevolenza nei confronti dell’intrapresa del Cavaliere. Grazie, patriarca Marquardo.

Nell’attesa di presentarsi innanzi al Capitolo della Basilica onde avanzare la sua candidatura, il Cavalir ha inteso propagandare la sua iniziativa con un gesto eclatante, in questo avvalendosi della ben nota predisposizione alle imprese ardimentose – quantunque regolarmente fallimentari – molte volte manifestata dal suo ex commilitone, l’ingignir Marco Lanaro, come ben ricorderanno gli ascoltatori dell’epopea di Bandiera Bianca. E a questo punto non possiamo esimerci dal rivolgere un silente e riconoscente pensiero al leggendario Comandante Hagbard Celine, fiero condottiero che si è immolato per la libertà della nostra amata terra, sulla cui misteriosa dipartita peraltro permane fitto il mistero. Grazie, Comandante Hagbard Celine.

Che dire poi dell’ennesima perla artistica sfornata in diretta dal Cavalir per deliziare gli ascoltatori, l’haiku furlan Lament di un pastor vagabont pal Friul ? Peraltro il primo haiku palindromo della storia, ovverossia il cui testo può diventare titolo e viceversa – alla stregua dei cappotti amorevolmente risvoltati ai tempi che furono dalle delicate mani delle nostre amate nonne – preclara dimostrazione dell’ecletticità del Cavalir, che così risponde alla torma di detrattori che, inspiegabilmente, vieppiù ingrossa le sue fila. Lui, benevolente scrolla le spalle, e con inconsueta nonchalance cita una frase presa a prestito dal sommo Bardo: Siamo tutti miserabili buffoni. E siamo pure al freddo. Grazie, eclettico Lisandri.

Un sentito e caloroso ringraziamento va alla Professoressa Rachele, che nonostante l’inopinata assenza ha fatto pervenire in trasmissione i suoi preziosi Cjantonus culturai, letti stasera con rara quanto umile sagacia dall’eccelso Filolao, una volta di più confermatosi conduttore di cristallino talento e abnegazione. Grazie, inarrivabile Professoressa Rachele.

Non possiamo inoltre non innalzare un sentito peana in onore del noto artista contemporaneo friulano Kurtz H. Ciattanuga, poliedrico genio creativo ed esponente di spicco della Discaric Art. Ci inchiniamo deferenti in muta ed estatica contemplazione davanti alla sua opera visiva Hidden Triumph, che impreziosisce il post a commento dell’odierna puntata. Grazie, Kurtz H.

E un grazie particolare va esteso all’immarcescibile e monolitico Sandro Zavagno, autentico fuoriclasse riconosciuto della console di regia, sempre preciso e attento nell’amministrare la potente macchina tecnica che Radio Onde Furlane mette a disposizione dei nostri prodi. Grazie, immarcescibile Sandro.

Nel ricordare che la prossima puntata di ALLONSANFAN – Back to the Zeitgeist andrà eccezionalmente in onda lunedì prossimo 4 maggio come di consueto alle 21, invitiamo i fedeli ascoltatori di Radio Onde Furlane a ricercare il perduto Spirito del Tempo mantenendosi all’ascolto delle gesta dei nostri novelli Argonauti.

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Quarta puntata

Photo by Kurtz H. Ciattanuga - Personal Collection

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Nell’odierna puntata il rinnovato cenacolo culturale formato dall’eccelso Filolao, dalla Professoressa Rachele e dal Cavalier Lisandri Codut si è dilungato su una tematica che sembra dominare questo scorcio di inizio millennio: l’omosessualità. Il recente coming out di Tim Cook – attuale amministratore delegato di Apple – è forse l’ultimo esempio della rilevanza mediatica che viene data a questo argomento.

Fermo restando che dell’orientamento sessuale di Tim Cook – come del resto di chiunque altro, orso Bepo incluso – non ce ne può fregare di meno, dobbiamo ringraziare l’eccelso Filolao per averci regalato l’opportunità di ascoltare una sua articolata analisi di un articolo recentemente comparso sul maggiore quotidiano locale (Il futuro del turismo? Attrarre anziani e coppie omosessuali), che bene esemplifica la rilevanza data a questo tema, anche su problematiche che con esso poco o nulla hanno a che fare. Grazie, o eccelso!

Il Cavalier Codutti è apparso molto interessato a questo tema, in quanto la sua oculata gestione potrebbe essere un’opportunità per la sua nuova creatura politica, l’ormai famosa – e controversa – Accolita Indipendentisti Durazzo – Friul Libar. Sarà interessante scoprire quale sarà la linea scelta alla fine dal Cavaliere, che al momento è apparso alquanto indeciso sulla strada da seguire. Del resto per un vecchio combattente legato ai valori tradizionali del nostro amato Friuli non deve essere facile gestire queste tematiche. Coraggio, Lisandri. Rinnovati. Lasciati andare.

Potrebbe essere la poesia la strada che permetterà a Lisandri di meglio adattarsi allo Spirito del Tempo, prendendo gradualmente confidenza con aspetti del suo vissuto personale dei quali non è ancora pienamente consapevole. Come biasimarlo, del resto. La dura vita di imprenditore e di combattente friulano non deve essere stata facile. Ma l’esegesi della nuova fatica poetica del Cavaliere – Beade Zoventut – regalataci dell’eccelso Filolao sembra fornire una più ampia chiave di lettura del mondo interiore di Lisandri.

Del resto se Tim Cook non ha esitato ad utilizzare la strategia comunicativa del coming out per rinnovare l’immagine della Apple, per quale motivo Lisandri non dovrebbe utilizzare la stessa tecnica per i Prosciutti Codutti? Coraggio, Lisandri. Lasciati andare.

Per stemperare le complesse tematiche affrontate in questa puntata, ci pregiamo di arricchire questo post con un lavoro del noto artista contemporaneo friulano Kurtz H. Ciattanuga – Hope – la cui alata leggerezza siamo sicuri regalerà ai lettori momenti di profonda e vibrante armonia sensoriale. Potere della Discaric Art, movimento artistico del quale Kurtz H. è autore di spicco.

Ricordando ai nostri fedeli lettori ed ascoltatori che la prossima puntata della stagione di ALLONSANFAN – Back to the Zeitgeist andrà in onda lunedì 17 novembre, come sempre ringraziamo l’imperturbabile Sandro Zavagno per il suo eccelso lavoro in regia e l’impagabile Professoressa Rachele per la sua preziosa rubrica culturale – di cui nella colonna a fianco trovate elencati i temi principali.

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Prima puntata

Triste futuro

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Con l’odierna puntata è cominciata la nuova stagione di ALLONSANFAN – Back to the Zeitgeist. Ed è proprio lo Spirito del Tempo – vi prego di perdonare benevolmente l’approssimazione nel tradurre il termine Zeitgeist, vocabolo del quale è difficile circoscrivere il perimetro semantico – il tema dominante dei sofisticati dibattiti che hanno animato il rinnovato cenacolo culturale formato dall’eccelso Filolao, dalla Professoressa Rachele e dal Cavalier Lisandri Codut. Già, Lisandri.

Come ben ricorderete, il Cavaliere era assente nell’ultima puntata della scorsa stagione di ALLONSANFAN, e a nessuno è sfuggita la curiosa coincidenza tra la latitanza di Lisandri (mai prima verificatasi) e la presenza di un bellicoso Bepi Kinski (mai prima palesatosi), quanto mai risoluto nel volere appianare antichi diverbi in maniera maschiamente energica e risoluta. Il ricordo delle sirene di un’ambulanza che hanno squarciato la quiete notturna di Udine dopo che Bepi Kinski ha abbandonato la trasmissione in dichiarata e forsennata ricerca di Lisandri è bene inciso nelle nostre menti. Tutti noi abbiamo a lungo temuto per le sorti del Cavaliere (cogliamo l’occasione per ringraziare pubblicamente la nostra fedele ascoltatrice Gretel, che ha investito il proprio tempo per ricercare Lisandri nei nosocomi oltrefrontiera). Tuttavia la storia raccontata in diretta dallo stesso Lisandri – fasciato e ancora costretto in sedia a rotelle, ma mai domo – è alquanto diversa. Pare infatti che sia stato aggredito in pieno centro a Udine da un orso di titaniche proporzioni, e che nell’impari pugna il Cavaliere abbia avuto la peggio. Alcuni colpi di pistola (cinque o sei, pare), accidentalmente esplosi da una pistola la cui proprietà non sembra essere ancora acclarata con certezza, sono stati l’imprevisto evento che ha fatto definitivamente pendere la bilancia a favore del plantigrado. Se da un lato non possiamo che essere felici di ascoltare la voce del redivivo Lisandri, dall’altro non possiamo non tenere conto di alcune – diciamo così – stranezze che caratterizzano il suo racconto, stranezze che hanno lasciato alquanto perplesso lo stesso eccelso Filolao. Non ultima il nome dell’orso (Bepo), sulla cui sorte nulla è dato sapere.

In ogni caso dobbiamo dare atto a Lisandri di avere definitivamente voltato pagina e di essersi lasciato finalmente alle spalle il suo glorioso passato di reduce di guerra (come a tutti noto il Cavaliere ha militato per anni agli ordini dell’ineffabile Comandante Hagbard Celine, sotto il suo stendardo onusto di gloria, l’ormai leggendaria Bandiera Bianca, a difesa dei Sacri Valori del nostro amato Friuli). Il suo movimento – l’Accolita Indipendentisti Durazzo – Friul Libar – ha ormai raggiunto piena maturazione e il Cavaliere sembra essere ormai intenzionato a difendere gli Eterni Valori del nostro Friuli nell’arena politica, e non più sui campi di battaglia. Attendiamo frementi ulteriori novità. Sperando che l’orso Bepo non si rifaccia vivo …

Certamente al successo del suo sofferto processo di riconversione alla vita civile il buon vecchio Lisandri molto – se non tutto – deve all’ineffabile Filolao, vero deus ex machina della trasmissione, che molte energie e molto tempo ha regalato al Cavaliere per stemperarne le intemperanze ed elevarne lo spessore culturale. Grazie, eccelso Filolao.

Non vi sarà sfuggito l’avanzamento di ruolo della Professoressa Rachele (semplice Dottoressa nella scorsa stagione di ALLONSANFAN), giusto riconoscimento per il suo impagabile impegno nel curare la sua preziosa rubrica, potente strumento catalizzatore della crescita culturale delle genti friulane. Grazie, Professoressa Rachele.

Avrete inoltre senz’altro notato che il post a commento dell’odierna punta è impreziosito da una pregevole opera realizzata dal noto artista contemporaneo friulano Kurtz H. Ciattanuga – esponente di spicco della Discaric-art – con il quale abbiamo cominciato una proficua collaborazione. Grazie, Kurtz H.

Non possiamo infine non citare e ringraziare il come sempre monolitico Sandro Zavagno, la cui granitica ed affidabile presenza in regia è ormai un must della trasmissione.

Accomiatandoci dai nostri fedeli ascoltatori cogliamo l’occasione per ricordare che la prossima puntata di ALLONSANFAN – Back to the Zeitgeist – andrà in onda lunedì 6 ottobre alle ore 21.

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