Ventitreesima puntata

Photo by Kurtz H. Ciattanuga – Personal Collection

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L’ineluttabile è alla fine arrivato. Purtroppo. Oggi abbiamo ascoltato l’ultima puntata della stagione di ALLONSANFAN – back to the Zeitgeist. E il fatto che si tratti di una puntata-bonus, realizzata su pressante richiesta del nostro amato pubblico, non mitiga certo il dolore associato a questo luttuoso evento. Anzi.

Ulteriore fonte di sofferenza è l’ormai accertata incapacità della neonominata commissione d’inchiesta di squarciare l’alone di mistero che ancora oggi avvolge la scomparsa dell’invitto Comandante Hagbard Celine.

Se da un lato non nascondiamo l’apprezzamento per il generoso sforzo del Cavalier Lisandri Codut di andare personalmente nel passato alla ricerca della verità – utilizzando una macchina del tempo all’uopo costruita dall’ingignir Marco Lanaro – dall’altro non possiamo non palesare l’ulteriore frustrazione derivata dal prendere atto del – almeno per il momento – totale fallimento di questo ulteriore tentativo.

Ma è forse la “cronica mancanza di buone notizie” – ci permettiamo di citare l’eccelso Filolao confidando nella sua indulgenza – la costante che più ci rattrista nell’osservare la triste quotidianità di questo desolato scorcio di inizio millennio (e di fine stagione).

In compenso le pessime notizie non scarseggiano certo. A tale riguardo l’eccelso Filolao ha generosamente fornito un esempio di classica disinformazione di massa – coerente con l’infelice Spirito del Tempo nel quale siamo ahimè immersi – regalandoci un approfondita spiegazione di come si possa surrettiziamente spacciare per verità scientifica un’affermazione di per sé quasi grottesca. Parliamo dell’articolo Un plebiscito per il Jobs Act: il 98% dei friulani è d’accordo, malauguratamente comparso sul principale quotidiano locale in data 2 agosto 2015. A parte il fatto che dichiarare che il 98% dei friulani è d’accordo con una legge – che di fatto restringe anche la fattispecie del lavoro a tempo indeterminato nel perimetro del lavoro precario – ci sembra di per sé una cialtronata pazzesca, nell’odierna puntata l’eccelso Filolao ha spiegato in maniera approfondita come il contenuto di questo articolo sia altamente risibile. Invitiamo ad ascoltare la puntata per ulteriori dettagli, in questa sede non ci sentiamo di scrivere altro in quanto al solo pensiero siamo squassati da furiosi conati di vomito che ci impediscono di digitare correttamente.

Se la lettura dei giornali in Italia è in crollo verticale gli editori poi non si lamentino. Magari questi signori potrebbero tornare a fare il loro lavoro, che consiste nel riportare i fatti, verificando le fonti e facendo una (sana e santa) opera di selezione. Non di baciare le terga al potente di turno affermando l’inaffermabile con fastidiosa sicumera.

Come sempre cerchiamo nella cultura il balsamo per lenire le sofferenze che derivano dall’immersione nel nostro desolato e desolante Spirito del Tempo. E lo troviamo nell’ultima fatica poetica del Cavalier Codutti, l’haiku friulano Anute, che il buon vecchio Lisandri ha dedicato al giornalista, scrittore e poeta friulano Beno Fignon. Trattasi dell’ennesimo lavoro capace di epifanizzare con rara leggerezza la leggendaria capacità delle genti friulane di affrontare con gaiezza le difficoltà della vita. Siamo friulani e quindi felici. Ricordiamocelo sempre.

Ringraziamo il noto artista friulano contemporaneo Kurtz H. Ciattanuga, che – in quanto esponente di spicco della Discaric Art –  ha ritenuto particolarmente stimolante la lettura del succitato articolo, tanto da trarne una profonda ispirazione concretizzatasi nel lavoro grafico The Lure of Illusion, che adorna il presente post a commento dell’odierna puntata. Kurtz H. era intezionato a pagare per potere esporre su questo blog il suo lavoro, ma abbiamo ritenuto doveroso rifiutare, bastandoci l’onore di ospitare una sua opera inedita. Invitiamo i nostri lettori ad abbandonarsi alle emozioni psichedeliche derivanti dalla fruizione visiva dell’opera.

Prima di accomiatarci ci sentiamo in dovere di ringraziare sentitamente l’inossidabile Sandro Zavagno per il suo sempre impeccabile lavoro in regia e la preziosa Professoressa Rachele per i suoi interessantissimi Cjantonus culturai, rubrica della quale trovate l’elenco dei temi principali nella colonna qua a fianco.

Ci risentiamo a settembre. Speriamo.

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Ventiduesima puntata

Franco Giordani

Franco Giordani

Quella che sembrava dover essere l’ultima puntata di ALLONSANFAN – back to the Zeitgeist – ha avuto un ospite d’eccezione: trattasi del musicista Franco Giordani, talentuoso artista friulano che avevamo già avuto il piacere di conoscere nella sesta puntata della scorsa stagione. Franco ha presentato il suo primo CD da solista – Incuintretimp – del quale abbiamo potuto apprezzare diversi brani, alcuni dei quali da lui suonati e cantati in diretta.

Ma il talentuoso artista di Claut è andato ben oltre, cogliendo al volo il suggerimento dell’eccelso Filolao di musicare in diretta un jingle destinato a incrementare l’impatto comunicativo dello slogan creato da Lisandri per il suo nuovo movimento civico, il sempre più discusso Patriarcato di Aquileia 2.0: A dute manete quintri il mal. Si è trattato di un fine lavoro di progressiva cesellatura effettuato in diretta con rara disinvoltura da Franco, che ha fornito una prova concreta di fine eclettismo e spontanea capacità creativa. Grazie, Franco.

Sensibilizzato dalle pressanti richieste dei nostri ascoltatori – dedichiamo un saluto particolare alla nostra fedelissima Gretel – l’eccelso Filolao nella sua sconfinata sensibilità ha suggerito al Cavalier Codutti di fornire informazioni capaci infine di squarciare l’alone di mistero che ancora oggi avvolge la scomparsa dell’invitto Comandante Hagbard Celine, enigmatico avvenimento del quale il buon vecchio Lisandri è stato testimone. Testimone alquanto silente, dobbiamo obtorto collo ammettere. Tuttavia il Cavaliere si è impegnato formalmente a nominare una commissione d’inchiesta per fare luce sugli oscuri avvenimenti che hanno caratterizzato la fine della saga del leggendario Kirye Eleison. Speriamo ardentemente che quanto prima i risultati dei lavori della commissione siano resi pubblici. Speriamo bene. Sarebbe comunque una bella opportunità – per  Lisandri – per prendere distanza dalla prassi politica che utilizza la nomina di una commissione d’inchiesta quale strumento operativo per rotolare una definitiva pietra tombale su scomode verità che poteri occulti vogliono mantenere celate. Un’occasione d’oro per prendere le distanze dal triste Spirito del Tempo e assumere un comportamento all’altezza di un Patriarca 2.0. Facci sognare, Lisandri.

Non possiamo non spendere due parole sull’ennesimo haiku friulano di Lisandri. Trattasi del lavoro poetico Amelie, che certifica la presenza di un filone romantico/sentimentale nella complessa poetica coduttiana, filone la cui esistenza era già stata postulata dagli agiografi dopo la declamazione in diretta dell’haiku friulano Marie. Quindi è ormai acclarato che, sotto la dura scorza di ex combattente e imprenditore friulano, il buon vecchio Lisandri nasconde un cuore generoso, capace di passioni anche violente, che necessitano della sublimazione artistica per raggiungere una catarsi compatibile con le impegnative e concrete attività immanenti del Cavaliere, il cui mondo interiore appare essere sempre più complesso e sfaccettato. Alla faccia della feccia che lo considera un povero cialtrone semialcolizzato, mantenuto nel cenacolo culturale di ALLONSANFAN solo dallo spirito infinitamente caritatevole dell’eccelso Filolao, che per umana pietà non avrebbe cuore di sbatterlo a calci fuori dalla trasmissione.

Prima di accomiatarci ringraziamo sentitamente l’affidabilissimo Sandro Zavagno per il suo sempre impeccabile lavoro in regia e la Professoressa Rachele per i suoi interessantissimi Cjantonus culturai, rubrica della quale trovate l’elenco dei temi principali nella colonna qua a fianco.

Rendiamo inoltre ufficialmente noto che ci sarà un’ulteriore puntata – questa volta ultimissima – della corrente stagione di ALLONSANFAN – back to the Zeitgeist, lunedì 3 agosto, sempre alle ore 21, sulle magiche frequenze di Radio Onde Furlane.

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Ventunesima puntata

Photo by Kurtz H. Ciattanuga – Personal Collection

Photo by Kurtz H. Ciattanuga – Personal Collection

Il tempo scorre inesorabile, e la presente stagione di ALLONSANFAN sta ineluttabilmente volgendo verso il suo termine naturale, mentre la crescente calura estiva attanaglia il nostro amato Friuli, rendendo sempre più arduo il già di per sé intrinsecamente difficile compito di ricerca dello Zeigeist – lo Spirito del Tempo – purtroppo progressivamente sceso negli ultimi anni a livelli indegni del glorioso passato della nostra Piccola Patria. Un glorioso passato che – ahimè, e perdonate la rima – è tanto lontano da essere ormai dimenticato.

Onestamente guardandosi attorno non è certo facile trovare motivi per essere felici. E questo nonostante il fatto che siamo friulani. E quindi ontologicamente ottimisti. Il quadro politico, economico e sociale non appare per nulla esaltante, e meno esaltante ancora paiono essere le prospettive future. Nel breve, nel medio e nel lungo periodo. Purtroppo.

Ma qualcuno continua a lottare strenuamente per un futuro migliore. Il rinnovato cenacolo culturale – non a caso definito celestiale dalla nostra preziosa e fedele ascoltatrice e lettrice Gretel in un suo gradito commento al post della scorsa puntata – formato dall’eccelso Filolao, dall’insostituibile Professoressa Rachele e dal Cavaliere Lisandri Codut, costituisce un mirabile esempio di tenace nucleo di resistenza sul quale al momento i marosi della cialtronaggine autoreferenziale imperante continuano a infrangersi inani. Certo, c’è da chiedersi per quanto tempo questo nucleo di valorosi continuerà la lotta per l’elevazione socioculturale delle genti friulane, attualmente agonizzante su livelli di infima mediocrità.

Il pensiero corre spontaneo ai tempi lontani in cui un pugno di giovani eroi si strinse attorno alla Bandiera Bianca del Comandante Hagbard Celine, a eroica difesa dei Sacri Valori del nostro amato Friuli. Lo scontro fu violentissimo, e ancora oggi un alone di mistero avvolge la scomparsa dell’invitto Comandante Hagbard Celine. Ai superstiti non rimane altro che chinare il capo col cuore gonfio di contrita riconoscenza davanti all’epitaffio di quanti hanno donato la propria vita per regalare un futuro migliore alle giovani generazioni.

Come a tutti noto il Cavalier Codutti è uno dei pochi sopravvissuti – fino a poco tempo fa si riteneva essere l’unico – a quei tempi lontani e onusti di gloria. E – al di là del suo carattere esuberante e della sua forse alle volte eccessiva schiettezza – non si può certo dire che lesini energie per cambiare lo stato di coma profondo in cui versa la piatta realtà friulana.

Gli auguriamo con tutto il cuore di riuscire a concretizzare il rinnovato sacrale Contratto con il popolo friulano, capace alfine di ottenere dal Capitolo della Basilica di Aquileia l’approvazione – agli esami di riparazione a settembre – per la sua candidatura a Patriarca di Aquileia 2.0. Un primo segnale positivo è stato la creazione del nuovo slogan a elevato impatto comunicativo ideato dal Cavaliere per dare nuovo impulso vitale al suo movimento civico, il sempre più discusso Patriarcato di Aquileia 2.0: A dute manete cuintri il mal. Le idee non mancano di certo al buon vecchio Lisandri, che può inoltre contare sul paterno aiuto dell’eccelso Filolao, sempre prodigo di preziosi consigli e incline a elargire impagabili suggerimenti per indirizzare la spumeggiante creatività del Cavaliere lungo percorsi più agevoli. Grazie, generoso ed eccelso Filolao.

Se le cause scatenanti l’attività politica a elevata caratura morale del Cavaliere potrebbero anche essere ascritte – almeno teoricamente – a un latente e inconscio senso di colpa per essere sopravvissuto alla scomparsa dell’invitto Comandante Hagbard Celine, altrettanto non si può certo dire per l’incontenibile furia creativa di Lisandri, inconfutabile prova oggettiva dell’elevatezza delle forze interiori che spingono Lisandri a scendere in campo, nonostante l’età e le dure prove che la vita gli ha fatto affrontare.

L’elevato spessore morale dei contenuti della produzione coduttiana levano la terra da sotto i piedi ai pezzenti sputasentenze che continuano a insinuare che Lisandri sia solo un povero cialtrone allo sbaraglio, pronto a prostituirsi senza ritegno per avere un minimo di visibilità mediatica, in linea con il triste Spirito del Tempo che caratterizza la nostra avvilente contemporaneità. E’ bastato ascoltare dalla viva voce del Cavaliere un breve brano tratto dal suo ponderoso tomo Nuie per renderci conto dello spessore culturale da lui raggiunto attraverso un sofferto percorso di crescita interiore.

E che dire del suo ennesimo haiku friulano, Te Ostarie? Come non rimanere letteralmente travolti dalla carica di ottimismo e dalla ferrea volontà di superare ogni ostacolo che grondano generose e inarrestabili da ogni verso? Grazie, Lisandri.

E sono sempre l’ottimismo e la capacità di guardare al futuro con il sorriso sulle labbra indipendentemente dalla situazione contingente – tutte qualità tipicamente friulane – le tematiche centrali della fatica grafico-visiva che impreziosisce il presente post a commento dell’odierna puntata, come sempre donatoci dal noto artista friulano contemporaneo Kurtz H. Ciattanuga, famoso esponente di spicco della Discaric Art. Trattasi dell’opera Global Redemption, messaggio iconico a elevato impatto apotropaico ed eccelsa valenza teleologica in chiave ottimistica, capace di epifanizzare in modo intuitivo il processo metabletico che ha travagliato la sofferta vita del Maestro. Grazie, Kurtz H.

Prima di accomiatarci vogliamo e dobbiamo – come sempre – ringraziare il generoso e monolitico Sandro Zavagno per il suo indefesso lavoro in regia e la preziosa Professoressa Rachele per la competenza con la quale cura i Cjantonus culturai – rubrica della quale trovate l’elenco dei temi principali nella colonna qua a fianco – e per la sua impagabile presenza squisitamente femminile. Non possiamo inoltre non ringraziare più che sentitamente Gretel, per la costanza con la quale segue la trasmissione e il blog.

Ricordiamo ai nostri fedeli ascoltatori e lettori che l’ultima puntata della stagione di ALLONSANFAN – Back to the Zeitgeist andrà in onda lunedì 20 luglio, come sempre alle ore 21, sulle magiche frequenze di Radio Onde Furlane.

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Diciassettesima puntata

Photo by Kurtz H. Ciattanuga – Personal Collection

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L’odierna puntata di ALLONSANFAN – Back to the Zeitgeist conferma, se mai ce ne fosse bisogno, l’eccelso livello culturale raggiunto e consolidato dal cenacolo culturale magistralmente condotto dall’eccelso Filolao.

Chiusa la diciassettesima edizione del Far East Film, il dibattito si è spostato verso il prossimo evento ad elevato impatto mediatico nel nostro amato Friuli: Vicino Lontano. Ha assunto particolare pregnanza la discussione intorno al tema della sessualità tra i friulani under 35. Fermo restando che della sfera sessuale dei friulani (così come quella degli afgani, dei triestini, dei malesi, degli ugro-finnici o di qualsiasi altra etnia/nazionalità) non ce ne può fregare di meno, una domanda sorge spontanea: perché mai circoscrivere la ricerca agli under 35? Trattasi di una tensione escatologica propulsa dall’amore scientifico per la ricerca sperimentale o dell’ennesimo tentativo di solleticare la pancia del pubblico, mirando a suscitare un facile interesse di breve periodo, in linea con lo Spirito del Tempo che caratterizza questo scorcio di inizio millennio, amante dell’inane vaniloquio autoreferenziale? Mah.

Molto più interessante e concreto ci è apparso il sacrale Contratto tra il Cavalier Codutti e il popolo friulano, annunciato in diretta e finalizzato a conferire maggiore tangibilità al nuovo progetto di Lisandri, il Patriarcato di Aquileia 2.0. Un patto molto semplice e comprensibile, articolato in tre punti che bene si prestano ad essere veicolati mediaticamente: la solenne promessa che mai più gli unni invaderanno il nostro amato Friuli; l’impegno formale a potenziare le strutture sanitarie locali onde scongiurare una possibile epidemia di peste bubbonica; la garanzia che ogni immigrato accolto nella Piccola Patria venga impegnato in attività socialmente utili. Al netto di una verbosità a tratti forse troppo focosa – ma comunque riconducibile nell’alveo del carattere burbero ma sincero di un vecchio combattente ed imprenditore mai domo e sempre pronto all’azione – e della forse non proprio maniacale cura nell’attualizzare alcune problematiche che potrebbero apparire desuete, non possiamo che inchinarci dinanzi al genuino slancio di Lisandri, che in questa impresa mette in gioco tutto sé stesso: qualora fosse eletto Patriarca del Friuli – e non fosse in grado di concretizzare tutti i punti del Contratto – il Cavaliere si è infatti impegnato a farsi pubblicamente linciare dalla folla inferocita nello Stadio Friuli. Un bell’esempio per la nostra asfittica classe politica, ammalata di cadreghinismo progressivo irreversibile e geneticamente incapaci di assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Bravo Lisandri. Ci sentiamo però di consigliarti di prestare attenzione ai consigli al solito generosamente elargiti dall’eccelso Filolao, finalizzati ad ottimizzare alcuni dettagli del Contratto onde aumentarne l’appetibilità mediatica. Grazie, eccelso Filolao.

La ferrea volontà di gettare il cuore oltre l’ostacolo è del resto emersa anche dalla lettura dell’ennesima fatica creativa di Lisandri: trattasi dell’haiku friulano Tilio il canarin, ennesima testimonianza dell’interno ribollire del Cavaliere, che sotto la paterna mano dell’eccelso Filolao continua il suo silente lavorio di trasmutazione interiore. La sua candidatura a Patriarca del Friuli può essere da questo punto di vista essere interpretata come un notevole passo in avanti, una vero cambiamento paradigmatico rispetto all’esperienza dell’Accolita Indipendentisti Durazzo – Friul Libar.

Non possiamo non fare cenno su una problematica emersa nel sofferto dialogo di elevato spessore che ha caratterizzato l’odierna puntata. Trattasi di un vero flagello culturale, che pare interessare anche il nostro amato Friuli: la presenza di (aspiranti) “artisti” che per superare la loro strutturale incapacità di creare in proprio, devono purtroppo ridursi a copiare vilmente le opere e le idee altrui. Che poi questi tristi personaggi si presentino magari come difensori del nostro amato Friuli a della sua cultura rende il tutto ancora più avvilente. Ma molto in linea con lo Spirito del Tempo. Bah.

Lo sguardo triste su un mondo in irreversibile decadenza è del resto il tema centrale dell’opera del noto artista friulano contemporaneo Kurtz H. Ciattanuga – poliedrico genio creativo ed esponente di spicco della Discaric Art – ad ornamento del post a commento dell’odierna puntata. Uno squisito lavoro grafico – Holy Look – che testimonia mirabilmente una tensione intima verso l’Assoluto, una volontà interiore di gettare uno sguardo attraverso ed oltre la misera materialità per superare la meschina contingenza del presente. In un mondo disperato e disperante questa luminosa perla grafico-visiva è un messaggio di speranza che ci giunge dall’Infinito per intercessione di un artista ispirato di eccelso livello. Grazie di cuore, Kurtz H. Ciattanuga.

Dopo avere doverosamente ringraziato l’immarcescibile Sandro Zavagno per il suo splendido lavoro in regia e la Professoressa Rachele per i suoi preziosi Cjantonus culturai – rubrica della quale trovate l’elenco dei temi principali nella colonna qua a fianco – ricordiamo ai nostri fedeli lettori ed ascoltatori che la prossima puntata della stagione di ALLONSANFAN – Back to the Zeitgeist andrà in onda lunedì 18 maggio, come sempre alle ore 21.

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Quindicesima puntata

Tapani Mononen

Tapani Mononen

Il rinnovato cenacolo culturale formato dall’eccelso Filolao, dalla Professoressa Rachele e dal Cavalier Lisandri Codut ha nell’odierna puntata accolto un ospite d’eccezione: Tapani Mononen, attore, regista e arteterapeuta finlandese che da molti anni risiede e lavora nel nostro amato Friuli. Tapani aveva già presenziato a una puntata della precedente stagione di ALLONSANFAN, nel corso della quale aveva presentato la sua poliedrica attività. In questa sede ci sentiamo di ricordare succintamente alcune delle sue molteplici attività (i laboratori teatrali, la teatroterapia, i corsi di clown), e lo spettacolo Quand’è che si diventa grandi, del quale è regista (assieme a Céline Lombardi) e attore .

Nell’odierna puntata Tapani ci ha stupito presentando la sua nuova creatura: il Centro CHA – Creative Healing Arts (Arte della trasformazione creativa), un innovativo centro culturale che con un approccio olistico intende promuovere la crescita personale e la consapevolezza. Invitiamo a visitare il sito del centro per avere maggiori informazioni sui diversificati servizi offerti. L’attività del centro comincerà ufficialmente il 9 maggio; ricordiamo che sabato 18 aprile alle ore 20.30 presso il Teatro Garzoni di Tricesimo avrà luogo lo spettacolo L’inizio, che intende presentare l’anima pulsante dell’associazione culturale. Tapani porterà sul palco la sua ultima fatica assieme ad altri quattro artisti: Stefano Andreutti (batteria) Andrea Casaccio (chitarra) Maurizio Trapani (contrabbasso) e Elina Orpana (ballerina). Non possiamo che fare i migliori auguri a questa iniziativa culturale, che “vuole testimoniare che, qualunque cosa ci sia successo nella vita, è sempre possibile farne tesoro e rialzarsi: è davvero possibile creare quello che si desidera”.

Le profonde parole di Tapani hanno avuto un immediato e positivo impatto sul Cavalier Codutti, che negli ultimi anni ha esperito avvenimenti a dir poco traumatici, a cominciare dai lunghi anni trascorsi al fianco del leggendario Comandante Hagbard Celine, battendosi accanitamente sotto la sua Bandiera Bianca a difesa dei Sacri Valori del nostro mai abbastanza amato Friuli. Eventi drammatici, i cui echi lontani continuano a riverberare effetti non sempre esaltanti per il – duramente colpito, è vero, ma mai domo – Lisandri. Ne ricordiamo uno tra i tanti: il vile assalto dell’orso Bepo, tragico accadimento ormai inestricabilmente intrecciato nella mente di Lisandri alla bieca figura di Bepi Kinski, altro losco individuo che come a tutti noto ha cercato di eliminare fisicamente il Cavaliere il 21 luglio 2014, proprio durante la puntata di ALLONSANFAN (Bepi Kinski Revenge) che vedeva come ospite Tapani (e incredibilmente assente lo stesso Lisandri). Tapani Mononem, il Cavaliere Lisandri Codut, Bepi Kinski, l’orso Bepo: un inestricabile intreccio di oscuri accadimenti sul quale gli storiografi stanno cercando di fare luce. Meno male che l’eccelso Filolao – eburneo punto di riferimento nei tetri marosi del quotidiano trascorrere degli eventi – continua a reggere con mano sicura il timone della trasmissione. Grazie, eccelso Filolao.

Dobbiamo ammetterlo: Lisandri continua ad incassare colpi durissimi (ricordiamo l’ultimo della serie: il suo vile siluramento dal direttivo della sua creatura politica – l’Accolita Indipendentisti Durazzo – Friul Libar – ad opera del losco Dimitri Stakanovaz), ma indomito persevera nel lottare per i suoi ideali e per la sua terra, il nostro amatissimo Friuli, testimoniando con i solidi fatti che “qualunque cosa ci sia successo nella vita, è sempre possibile farne tesoro e rialzarsi: è davvero possibile creare quello che si desidera”. E non importa quante volte si è caduti. Magari rompendosi tutte le ossa, circondato dalla gaia ilarità degli astanti. Grazie, Lisandri.

Non possiamo che inchinarci davanti all’ennesima idea del Cavaliere: diventare il nuovo Patriarca del Friuli e creare un nuovo soggetto civico, destinato a superare le meschine logiche politiche sottese alla precedente Accolita Indipendentisti Durazzo – Friul Libar: il Patriarcato di Aquileia 2.0. Deplorando i vinti dalla vita che – incapaci di uscire dal grigiore delle loro meschine esistenze, monche di tensioni teleologiche verso alti ideali – accusano il generoso Lisandri di megalomania, non possiamo che elogiare questo tentativo di superare il triste Spirito del Tempo – nel quale questa stanca umanità di inizio millennio razzola inane – per riportare il presente del Friuli ai fasti del suo glorioso passato, sulle orme dei grandi Patriarchi di Aquileia: Sigeardo di Beilstein, Bertoldo di Andechs-Merania, il beato Bertrando di San Genesio, Marquardo di Randeck, solo per citarne alcuni.>

A ulteriore dimostrazione del fatto che le avversità grandinanti sulla sua vita non hanno minimamente scalfito la sua ferrea volontà e la sua positiva visione del mondo – tipicamente friulana, del resto – Lisandri ci ha regalato la sua ultima fatica poetica: l’haiku friulano Tiere Furlane. Leggete e godete.

Ci sentiamo tuttavia di suggerire un umile consiglio al Cavaliere: introdurre una certa moderazione alla nuova e creativa modalità di divulgazione culturale (la simulazione di una totale ignoranza sulla cultura friulana). Capiamo che tale espediente narrativo offra all’eccelso Filolao e alla Professoressa Rachele ghiotte occasioni di acculturazione in un ambiente sanamente goliardico, ma fare finta di ignorare che i santi patroni del Friuli siano Ermagora e Fortunato ci sembra una forzatura …

Dopo avere doverosamente ringraziato il come sempre più che affidabile Sandro Zavagno per il suo mirabile lavoro in regia e la Professoressa Rachele per la sua imperdibile rubrica culturale – rubrica della quale trovate l’elenco dei temi principali nella colonna qua a fianco – ricordiamo ai nostri fedeli lettori ed ascoltatori che la prossima puntata della stagione di ALLONSANFAN – Back to the Zeitgeist andrà in onda lunedì 27 aprile, come sempre alle ore 21.

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Undicesima puntata

Smart Childhood

Photo by Kurtz H. Ciattanuga – Personal Collection

Anche nell’odierna puntata si conferma l’attenzione che il rinnovato cenacolo culturale formato dall’eccelso Filolao, dalla Professoressa Rachele e dal Cavalier Lisandri Codut dedica alle tradizioni del nostro amato Friuli. E’ stato un vero piacere ascoltare il fine dibattito culturale spontaneamente iniziato dalla semplice constatazione – fatta dall’eccelso Filolao – di essere alla vigilia del Martedì Grasso, festa che da un lato chiude il Carnevale, ma dall’altro precede il Mercoledì delle Ceneri, che come a tutti noto anticipa la prima domenica di Quaresima. Sottolineiamo come il succitato dibattito – lungi dal configurarsi come una cattedratica dissertazione di ardua lettura per un pubblico mediamente letterato – si è mantenuto su toni leggeri e altamente godibili, grazie anche allo spiritoso atteggiamento mantenuto dal Cavalier Codutti, che con piacevole sfrontatezza ha fatto da spalla all’eccelso Filolao, simulando con grande efficacia una totale ignoranza nelle materie trattate.

Peccato che la Professoressa Rachele non abbia potuto arricchire l’interessante dibattito con la sua indiscussa competenza e peculiare sagacia, in quanto assente a causa di un infido morbo di stagione. Un vero peccato. Auguriamo alla Professoressa una pronta guarigione, ringraziandola di cuore per avere comunque provveduto a recapitare a Radio Onde Furlane un sofferto manoscritto – letto in diretta dal sublime Filolao – contenente le preziose informazioni capaci di renderci edotti sui prossimi avvenimenti culturali nel nostro amato Friuli. Grazie, Professoressa Rachele.

Dispiace la sua assenza anche perché nell’odierna puntata si è ampiamente discusso sulla natura dell’haiku friulano, come a tutti noto genere creativo di elezione del Cavalier Codutti. Le indiscusse conoscenze enciclopediche della Professoressa Rachele avrebbero senz’altro ulteriormente fecondato il dibattito – sempre mantenuto su livelli altissimi – intercorso tra Lisandri e l’eccelso Filolao. Non cerchiamo neanche di riassumere in questa sede gli articolati concetti e i complessi costrutti esposti – rimandando per una loro comprensione a un silente, meditato e ripetuto ascolto dell’odierna puntata – ma vogliamo cogliere comunque l’occasione per segnalare una nuova fatica poetica del Cavaliere: trattasi del paradigmatico haiku friulano Amicizie.

Segnaliamo inoltre che per la prossima puntata l’eccelso Filolao ha preannunciato un’estesa trattazione di un tema storico estremamente complesso ed interessante: il Concilio di Trento. Per aumentare le aspettative nei confronti di questo evento, il Cavaliere ha utilizzato l’escamotage che negli ultimi tempi sembra essere diventata una sua caratteristica peculiare: dopo avere abilmente simulato una totale ed avvilente ignoranza in materia, pietire all’eccelso Filolao una procrastinazione del dibattito. Non possiamo non apprezzare le indubbie doti attoriali palesate da Lisandri, la cui capacità di fingere un livello di ignoranza e di cialtronaggine sconfortante potrebbe veramente ingannare chi non conoscesse il suo passato di prode combattente e il suo presente di uomo politico e artista di alto livello, o ignorasse la sua pluridecennale esperienza di imprenditore friulano ad elevata vocazione culturale. La sua verve autoironica gli fa veramente onore. Grazie, Lisandri.

Sempre rimanendo in tema di cultura e di artisti di alto livello, segnaliamo l’opera del noto artista friulano contemporaneo Kurtz H. Ciattanuga ad abbellimento del post a commento dell’odierna puntata. Trattasi della raffinata opera metacognitiva di natura visivo-grafica Smart Childhood, un classico esempio di Discaric Art, corrente culturale della quale Kurtz è noto e riconosciuto artista di rilievo.

Dopo avere ringraziato l’imperturbabile Sandro Zavagno per il suo impeccabile lavoro in regia e rinnovato alla Professoressa Rachele l’augurio di una pronta guarigione – nella colonna qui a fianco trovate i temi principali della sua rubrica culturale, fattaci pervenire nonostante le avversità mediche – ricordiamo ai nostri fedeli lettori ed ascoltatori che la prossima puntata della stagione di ALLONSANFAN – Back to the Zeitgeist andrà in onda lunedì 2 marzo, come sempre alle ore 21.

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