Dodicesima puntata

Photo by Kurtz H. Ciattanuga – Personal Collection

Photo by Kurtz H. Ciattanuga – Personal Collection

Come a tutti noto, il rinnovato cenacolo culturale formato dall’eccelso Filolao, dalla Professoressa Rachele – finalmente guarita e nuovamente in grado di regalarci la sua competenza – e dal Cavalier Lisandri Codut è particolarmente attento alla conservazione delle tradizioni culturali del nostro amato Friuli, così come alla loro coeva evoluzione, coerentemente con la ricerca dello Spirito del Tempo, tema centrale della presente stagione di ALLONSANFAN. Logico che la recente proposta di istituire la Fieste de la Patrie dal Friul il 3 aprile ha suscitato un’appassionato dibattito ricco di fini argomentazioni storiche e sociali. Come a tutti noto, infatti, il 3 aprile 1077 l’imperatore del Sacro Romano Impero, Enrico IV, donava al Patriarca di Aquileia, Sigeardo, il territorio tra il Timavo e il Livenza. Nasceva la “Patrie dal Friul”. Vale la pena di istituire la nuova Festa del Friuli, o forse è meglio dedicare le scarse risorse disponibili per sostenere progetti più concreti, vista la stretta della crisi economica? Qual’è il giusto punto di equilibrio tra la conservazione della storia, delle tradizioni e dei valori fondanti del nostro amato Friuli e l’apertura al nuovo che un mondo sempre più globalizzato e interconnesso sembra richiedere? E’ possibile ipotizzare un percorso di crescita capace di coniugare la conservazione dell’identità friulana alla flessibilità culturale che i nuovi tempi sembrano richiederci? E questi quesiti hanno ancora una pregnanza epistemologica oppure sono un vuoto chiacchiericcio autoreferenziale, una sterile cortina fumogena che una classe dirigente sempre più inadeguata cerca di stendere a copertura della propria incapacità strutturale ad affrontare le complesse problematiche di questo mesto inizio di millennio, in linea con quanto sembra caratterizzare l’attuale Spirito del Tempo?

Non vogliamo certo fornire risposte certe a questi quesiti. Con molta umiltà e pragmatismo ci sembra invece più utile citare Platone (Apologia di Socrate): “Sembra dunque che per questo particolare io sia più saggio di quest’uomo, poiché non m’illudo di sapere ciò che non so! “. Noi sappiamo di non sapere. Ma sappiamo anche che è bene abbeverarsi alla fonte di quanti si sforzano di meglio conoscere la realtà nella quale vivono, pienamente consapevoli dei limiti intrinseci all’umana conoscenza. Per questo vi invitiamo ad ascoltare l’appassionante succitato dibattito che ha caratterizzato l’odierna puntata.

Come non apprezzare l’inumano sacrificio di Lisandri in nome della trasmissione culturale, che pur di rendere accattivante la trattazione di temi così complessi non esita a simulare una totale incompetenza nelle materie trattate, seguendo uno schema già collaudato nelle scorse puntate e offrendo quindi all’eccelso Filolao la possibilità di articolare la puntata con una struttura emotivamente coinvolgente?

Lo ripetiamo onde stigmatizzare la crescente acefala massa di supponenti cialtroni pronti ad attaccare l’immagine di Lisandri: è evidente che si tratta di un artificio retorico di raro impatto mediale. Il crescere della folla di tuttologi sputasentenze pronti a crocifiggere l’eroico sforzo di Lisandri ne è la prova. A fugare ogni dubbio sulle indubbie competenze culturali del Cavaliere è del resto il fatto – annunciato dalla sua viva voce in diretta – che in passato ha anche pubblicato un libro sul Patriarcato di Aquileia. Aspettiamo frementi che il dibattito culturale continui ad arricchire le nostre conoscenze su queste appassionanti tematiche, come lo stesso eccelso Filolao ha garantito. Grazie, eccelso Filolao.

A ulteriore conferma delle sue ormai acclarate competenze artistico-culturali, Lisandri ha declamato in diretta la sua ennesima fatica creativa, l’haiku friulano Famee. Un piccola perla poetica capace con le sue sofisticate liriche di regalare al lettore impagabili momenti di profonda estasi intellettuale. Grazie, Lisandri.

Prima di congedarci, commentiamo succintamente l’opera del noto artista artista friulano contemporaneo Kurtz H. Ciattanuga – Love in the City – che impreziosisce il presente post a commento dell’odierna puntata. Trattasi di un pregevole artefatto monomediale ad elevato valore sinestetico, caratteristica del resto normale per un opera che appartiene al nucleo strutturale e fondante della corrente artistica – la Discaric Art – della quale Kurtz è noto ed acclamato esponente di rilievo. L’impatto fruitivo di questo lavoro epifanizza paradigmaticamente la capacità di elevazione sinergica dei potenziali emotivi, motivazionali e logici del sistema cognitivo del consumatore visivo, reificando in maniera esemplare il complesso costrutto di sinergia psichica ad implementazione eterodiretta. Grazie, Kurtz.

Dopo avere doverosamente ringraziato l’imperturbabile Sandro Zavagno per il suo come sempre ineccepibile lavoro in regia e la guarita e ritrovata Professoressa Rachele per la sua preziosa rubrica culturale, rubrica della quale trovate l’elenco dei temi principali nella colonna qua a fianco, ricordiamo ai nostri fedeli lettori ed ascoltatori che la prossima puntata della stagione di ALLONSANFAN – Back to the Zeitgeist andrà in onda lunedì 16 marzo, come sempre alle ore 21.

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