Ventitreesima puntata

Photo by Kurtz H. Ciattanuga – Personal Collection

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L’ineluttabile è alla fine arrivato. Purtroppo. Oggi abbiamo ascoltato l’ultima puntata della stagione di ALLONSANFAN – back to the Zeitgeist. E il fatto che si tratti di una puntata-bonus, realizzata su pressante richiesta del nostro amato pubblico, non mitiga certo il dolore associato a questo luttuoso evento. Anzi.

Ulteriore fonte di sofferenza è l’ormai accertata incapacità della neonominata commissione d’inchiesta di squarciare l’alone di mistero che ancora oggi avvolge la scomparsa dell’invitto Comandante Hagbard Celine.

Se da un lato non nascondiamo l’apprezzamento per il generoso sforzo del Cavalier Lisandri Codut di andare personalmente nel passato alla ricerca della verità – utilizzando una macchina del tempo all’uopo costruita dall’ingignir Marco Lanaro – dall’altro non possiamo non palesare l’ulteriore frustrazione derivata dal prendere atto del – almeno per il momento – totale fallimento di questo ulteriore tentativo.

Ma è forse la “cronica mancanza di buone notizie” – ci permettiamo di citare l’eccelso Filolao confidando nella sua indulgenza – la costante che più ci rattrista nell’osservare la triste quotidianità di questo desolato scorcio di inizio millennio (e di fine stagione).

In compenso le pessime notizie non scarseggiano certo. A tale riguardo l’eccelso Filolao ha generosamente fornito un esempio di classica disinformazione di massa – coerente con l’infelice Spirito del Tempo nel quale siamo ahimè immersi – regalandoci un approfondita spiegazione di come si possa surrettiziamente spacciare per verità scientifica un’affermazione di per sé quasi grottesca. Parliamo dell’articolo Un plebiscito per il Jobs Act: il 98% dei friulani è d’accordo, malauguratamente comparso sul principale quotidiano locale in data 2 agosto 2015. A parte il fatto che dichiarare che il 98% dei friulani è d’accordo con una legge – che di fatto restringe anche la fattispecie del lavoro a tempo indeterminato nel perimetro del lavoro precario – ci sembra di per sé una cialtronata pazzesca, nell’odierna puntata l’eccelso Filolao ha spiegato in maniera approfondita come il contenuto di questo articolo sia altamente risibile. Invitiamo ad ascoltare la puntata per ulteriori dettagli, in questa sede non ci sentiamo di scrivere altro in quanto al solo pensiero siamo squassati da furiosi conati di vomito che ci impediscono di digitare correttamente.

Se la lettura dei giornali in Italia è in crollo verticale gli editori poi non si lamentino. Magari questi signori potrebbero tornare a fare il loro lavoro, che consiste nel riportare i fatti, verificando le fonti e facendo una (sana e santa) opera di selezione. Non di baciare le terga al potente di turno affermando l’inaffermabile con fastidiosa sicumera.

Come sempre cerchiamo nella cultura il balsamo per lenire le sofferenze che derivano dall’immersione nel nostro desolato e desolante Spirito del Tempo. E lo troviamo nell’ultima fatica poetica del Cavalier Codutti, l’haiku friulano Anute, che il buon vecchio Lisandri ha dedicato al giornalista, scrittore e poeta friulano Beno Fignon. Trattasi dell’ennesimo lavoro capace di epifanizzare con rara leggerezza la leggendaria capacità delle genti friulane di affrontare con gaiezza le difficoltà della vita. Siamo friulani e quindi felici. Ricordiamocelo sempre.

Ringraziamo il noto artista friulano contemporaneo Kurtz H. Ciattanuga, che – in quanto esponente di spicco della Discaric Art –  ha ritenuto particolarmente stimolante la lettura del succitato articolo, tanto da trarne una profonda ispirazione concretizzatasi nel lavoro grafico The Lure of Illusion, che adorna il presente post a commento dell’odierna puntata. Kurtz H. era intezionato a pagare per potere esporre su questo blog il suo lavoro, ma abbiamo ritenuto doveroso rifiutare, bastandoci l’onore di ospitare una sua opera inedita. Invitiamo i nostri lettori ad abbandonarsi alle emozioni psichedeliche derivanti dalla fruizione visiva dell’opera.

Prima di accomiatarci ci sentiamo in dovere di ringraziare sentitamente l’inossidabile Sandro Zavagno per il suo sempre impeccabile lavoro in regia e la preziosa Professoressa Rachele per i suoi interessantissimi Cjantonus culturai, rubrica della quale trovate l’elenco dei temi principali nella colonna qua a fianco.

Ci risentiamo a settembre. Speriamo.

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Ventiduesima puntata

Franco Giordani

Franco Giordani

Quella che sembrava dover essere l’ultima puntata di ALLONSANFAN – back to the Zeitgeist – ha avuto un ospite d’eccezione: trattasi del musicista Franco Giordani, talentuoso artista friulano che avevamo già avuto il piacere di conoscere nella sesta puntata della scorsa stagione. Franco ha presentato il suo primo CD da solista – Incuintretimp – del quale abbiamo potuto apprezzare diversi brani, alcuni dei quali da lui suonati e cantati in diretta.

Ma il talentuoso artista di Claut è andato ben oltre, cogliendo al volo il suggerimento dell’eccelso Filolao di musicare in diretta un jingle destinato a incrementare l’impatto comunicativo dello slogan creato da Lisandri per il suo nuovo movimento civico, il sempre più discusso Patriarcato di Aquileia 2.0: A dute manete quintri il mal. Si è trattato di un fine lavoro di progressiva cesellatura effettuato in diretta con rara disinvoltura da Franco, che ha fornito una prova concreta di fine eclettismo e spontanea capacità creativa. Grazie, Franco.

Sensibilizzato dalle pressanti richieste dei nostri ascoltatori – dedichiamo un saluto particolare alla nostra fedelissima Gretel – l’eccelso Filolao nella sua sconfinata sensibilità ha suggerito al Cavalier Codutti di fornire informazioni capaci infine di squarciare l’alone di mistero che ancora oggi avvolge la scomparsa dell’invitto Comandante Hagbard Celine, enigmatico avvenimento del quale il buon vecchio Lisandri è stato testimone. Testimone alquanto silente, dobbiamo obtorto collo ammettere. Tuttavia il Cavaliere si è impegnato formalmente a nominare una commissione d’inchiesta per fare luce sugli oscuri avvenimenti che hanno caratterizzato la fine della saga del leggendario Kirye Eleison. Speriamo ardentemente che quanto prima i risultati dei lavori della commissione siano resi pubblici. Speriamo bene. Sarebbe comunque una bella opportunità – per  Lisandri – per prendere distanza dalla prassi politica che utilizza la nomina di una commissione d’inchiesta quale strumento operativo per rotolare una definitiva pietra tombale su scomode verità che poteri occulti vogliono mantenere celate. Un’occasione d’oro per prendere le distanze dal triste Spirito del Tempo e assumere un comportamento all’altezza di un Patriarca 2.0. Facci sognare, Lisandri.

Non possiamo non spendere due parole sull’ennesimo haiku friulano di Lisandri. Trattasi del lavoro poetico Amelie, che certifica la presenza di un filone romantico/sentimentale nella complessa poetica coduttiana, filone la cui esistenza era già stata postulata dagli agiografi dopo la declamazione in diretta dell’haiku friulano Marie. Quindi è ormai acclarato che, sotto la dura scorza di ex combattente e imprenditore friulano, il buon vecchio Lisandri nasconde un cuore generoso, capace di passioni anche violente, che necessitano della sublimazione artistica per raggiungere una catarsi compatibile con le impegnative e concrete attività immanenti del Cavaliere, il cui mondo interiore appare essere sempre più complesso e sfaccettato. Alla faccia della feccia che lo considera un povero cialtrone semialcolizzato, mantenuto nel cenacolo culturale di ALLONSANFAN solo dallo spirito infinitamente caritatevole dell’eccelso Filolao, che per umana pietà non avrebbe cuore di sbatterlo a calci fuori dalla trasmissione.

Prima di accomiatarci ringraziamo sentitamente l’affidabilissimo Sandro Zavagno per il suo sempre impeccabile lavoro in regia e la Professoressa Rachele per i suoi interessantissimi Cjantonus culturai, rubrica della quale trovate l’elenco dei temi principali nella colonna qua a fianco.

Rendiamo inoltre ufficialmente noto che ci sarà un’ulteriore puntata – questa volta ultimissima – della corrente stagione di ALLONSANFAN – back to the Zeitgeist, lunedì 3 agosto, sempre alle ore 21, sulle magiche frequenze di Radio Onde Furlane.

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Ventunesima puntata

Photo by Kurtz H. Ciattanuga – Personal Collection

Photo by Kurtz H. Ciattanuga – Personal Collection

Il tempo scorre inesorabile, e la presente stagione di ALLONSANFAN sta ineluttabilmente volgendo verso il suo termine naturale, mentre la crescente calura estiva attanaglia il nostro amato Friuli, rendendo sempre più arduo il già di per sé intrinsecamente difficile compito di ricerca dello Zeigeist – lo Spirito del Tempo – purtroppo progressivamente sceso negli ultimi anni a livelli indegni del glorioso passato della nostra Piccola Patria. Un glorioso passato che – ahimè, e perdonate la rima – è tanto lontano da essere ormai dimenticato.

Onestamente guardandosi attorno non è certo facile trovare motivi per essere felici. E questo nonostante il fatto che siamo friulani. E quindi ontologicamente ottimisti. Il quadro politico, economico e sociale non appare per nulla esaltante, e meno esaltante ancora paiono essere le prospettive future. Nel breve, nel medio e nel lungo periodo. Purtroppo.

Ma qualcuno continua a lottare strenuamente per un futuro migliore. Il rinnovato cenacolo culturale – non a caso definito celestiale dalla nostra preziosa e fedele ascoltatrice e lettrice Gretel in un suo gradito commento al post della scorsa puntata – formato dall’eccelso Filolao, dall’insostituibile Professoressa Rachele e dal Cavaliere Lisandri Codut, costituisce un mirabile esempio di tenace nucleo di resistenza sul quale al momento i marosi della cialtronaggine autoreferenziale imperante continuano a infrangersi inani. Certo, c’è da chiedersi per quanto tempo questo nucleo di valorosi continuerà la lotta per l’elevazione socioculturale delle genti friulane, attualmente agonizzante su livelli di infima mediocrità.

Il pensiero corre spontaneo ai tempi lontani in cui un pugno di giovani eroi si strinse attorno alla Bandiera Bianca del Comandante Hagbard Celine, a eroica difesa dei Sacri Valori del nostro amato Friuli. Lo scontro fu violentissimo, e ancora oggi un alone di mistero avvolge la scomparsa dell’invitto Comandante Hagbard Celine. Ai superstiti non rimane altro che chinare il capo col cuore gonfio di contrita riconoscenza davanti all’epitaffio di quanti hanno donato la propria vita per regalare un futuro migliore alle giovani generazioni.

Come a tutti noto il Cavalier Codutti è uno dei pochi sopravvissuti – fino a poco tempo fa si riteneva essere l’unico – a quei tempi lontani e onusti di gloria. E – al di là del suo carattere esuberante e della sua forse alle volte eccessiva schiettezza – non si può certo dire che lesini energie per cambiare lo stato di coma profondo in cui versa la piatta realtà friulana.

Gli auguriamo con tutto il cuore di riuscire a concretizzare il rinnovato sacrale Contratto con il popolo friulano, capace alfine di ottenere dal Capitolo della Basilica di Aquileia l’approvazione – agli esami di riparazione a settembre – per la sua candidatura a Patriarca di Aquileia 2.0. Un primo segnale positivo è stato la creazione del nuovo slogan a elevato impatto comunicativo ideato dal Cavaliere per dare nuovo impulso vitale al suo movimento civico, il sempre più discusso Patriarcato di Aquileia 2.0: A dute manete cuintri il mal. Le idee non mancano di certo al buon vecchio Lisandri, che può inoltre contare sul paterno aiuto dell’eccelso Filolao, sempre prodigo di preziosi consigli e incline a elargire impagabili suggerimenti per indirizzare la spumeggiante creatività del Cavaliere lungo percorsi più agevoli. Grazie, generoso ed eccelso Filolao.

Se le cause scatenanti l’attività politica a elevata caratura morale del Cavaliere potrebbero anche essere ascritte – almeno teoricamente – a un latente e inconscio senso di colpa per essere sopravvissuto alla scomparsa dell’invitto Comandante Hagbard Celine, altrettanto non si può certo dire per l’incontenibile furia creativa di Lisandri, inconfutabile prova oggettiva dell’elevatezza delle forze interiori che spingono Lisandri a scendere in campo, nonostante l’età e le dure prove che la vita gli ha fatto affrontare.

L’elevato spessore morale dei contenuti della produzione coduttiana levano la terra da sotto i piedi ai pezzenti sputasentenze che continuano a insinuare che Lisandri sia solo un povero cialtrone allo sbaraglio, pronto a prostituirsi senza ritegno per avere un minimo di visibilità mediatica, in linea con il triste Spirito del Tempo che caratterizza la nostra avvilente contemporaneità. E’ bastato ascoltare dalla viva voce del Cavaliere un breve brano tratto dal suo ponderoso tomo Nuie per renderci conto dello spessore culturale da lui raggiunto attraverso un sofferto percorso di crescita interiore.

E che dire del suo ennesimo haiku friulano, Te Ostarie? Come non rimanere letteralmente travolti dalla carica di ottimismo e dalla ferrea volontà di superare ogni ostacolo che grondano generose e inarrestabili da ogni verso? Grazie, Lisandri.

E sono sempre l’ottimismo e la capacità di guardare al futuro con il sorriso sulle labbra indipendentemente dalla situazione contingente – tutte qualità tipicamente friulane – le tematiche centrali della fatica grafico-visiva che impreziosisce il presente post a commento dell’odierna puntata, come sempre donatoci dal noto artista friulano contemporaneo Kurtz H. Ciattanuga, famoso esponente di spicco della Discaric Art. Trattasi dell’opera Global Redemption, messaggio iconico a elevato impatto apotropaico ed eccelsa valenza teleologica in chiave ottimistica, capace di epifanizzare in modo intuitivo il processo metabletico che ha travagliato la sofferta vita del Maestro. Grazie, Kurtz H.

Prima di accomiatarci vogliamo e dobbiamo – come sempre – ringraziare il generoso e monolitico Sandro Zavagno per il suo indefesso lavoro in regia e la preziosa Professoressa Rachele per la competenza con la quale cura i Cjantonus culturai – rubrica della quale trovate l’elenco dei temi principali nella colonna qua a fianco – e per la sua impagabile presenza squisitamente femminile. Non possiamo inoltre non ringraziare più che sentitamente Gretel, per la costanza con la quale segue la trasmissione e il blog.

Ricordiamo ai nostri fedeli ascoltatori e lettori che l’ultima puntata della stagione di ALLONSANFAN – Back to the Zeitgeist andrà in onda lunedì 20 luglio, come sempre alle ore 21, sulle magiche frequenze di Radio Onde Furlane.

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Ventesima puntata

Photo by Kurtz H. Ciattanuga – Personal Collection

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Ieri si è celebrato il solstizio d’estate, come a tutti noto il giorno in cui il Sole raggiunge il valore massimo di declinazione positiva nel nostro emisfero. Un elevato livello di irraggiamento fotonico – probabilmente riconducibile all’atteso succitato evento astronomico – è stata la verosimile causa del netto incremento di vitalità del Cavalier Lisandri Codut, che nell’odierna puntata ha raggiunto picchi stellari di estemporanea creatività, brillantemente modulata dall’eccelso Filolao, indiscusso deus ex machina della trasmissione. Grazie, eccelso Filolao!

Il buon vecchio Lisandri ha infatti colto l’occasione per condividere con il ritrovato cenacolo culturale – nuovamente a pieno organico grazie all’agognato ritorno della preziosa e competente Professoressa Rachele, squisita presenza femminile della trasmissione – una gragnola di nuove idee per integrare il sacrale Contratto con il popolo friulano, dopo che il Capitolo della Basilica di Aquileia ha rimandato a settembre la sua discussa candidatura a Patriarca 2.0.

Questa temporanea battuta d’arresto – lungi dallo scalfire la sua scorza di veterano di mille battaglie – ha moltiplicato le energie del Cavaliere, che ha esposto un’articolato paniere di proposte visionarie ad elevato impatto comunicativo, a cominciare da quella di coprire la città di Aquileia sotto una cupola di plexiglas, onde proteggere il suo patrimonio storico e sinergicamente creare un evento multimediale capace di coagulare l’interesse dei cittadini attorno al suo movimento civico, il sempre più discusso Patriarcato di Aquileia 2.0.

Cogliamo l’occasione per prendere le distanze dai facinorosi boccaloni sputasentenze che ritengono queste proposte troppo visionarie – o banalmente ascrivibili a un mero eccesso di irraggiamento solare. Non possiamo non inchinarci davanti alle idee innovative di Lisandri, al suo sincero desiderio di servire la sua terra – il nostro amato Friuli – con approccio totalmente avulso dal servile e atavico cadreghinismo della nostra moribonda e puteolente classe politica, perennemente trincerata dietro a un inane uso strumentale di slogan senz’anima, incapace di tradurre il proprio vaniloquio in azione efficiente ed efficace per i cittadini che dovrebbe rappresentare.

Ai succitati facinorosi sputasentenze lobotomizzati ricordiamo l’etimologia del lemma desiderare: deriva dal latino de-sidera, cioè mancante di stelle, nell’accezione di assenza di segnali augurali, e quindi di presenza di un anelito vitale per qualcosa che manca. Invitiamo questi tristi signori a tornare a grufolare nella mota della più abietta ignoranza, in linea con il loro – e purtroppo anche nostro – triste Spirito del Tempo, lasciando ai pochi ancora in grado di farlo di trarre ispirazione dalle forze ancestrali della natura per cercare di dare una mossa allo stato di coma profondo in cui versa l’ambiente socioculturale friulano.

L’anelito vitale coduttiano è del resto oggettivato dal nuovo slogan ad elevato impatto comunicativo, probabilmente mirabilmente affinato dall’alacre attività di eruditi spin doctor : A dute manete cuintri il mal!. Un messaggio di elevato valore taumaturgico, capace di aprire inusitati orizzonti di speranza per le stanche genti friulane. Grazie, Lisandri!

L’eccelso Filolao – in un gesto di lungimirante generosità – ha regalato a Lisandri – in ormai inarrestabile orgasmo creativo – l’opportunità di leggere in diretta – speriamo già dalla prossima puntata – una delle sue fatiche letterarie: trattasi del ponderoso tomo Nuie, testo sofferto di circa 5000 pagine, abilmente  articolato in un singolo capitolo. Attendiamo frementi.

Continua in ogni caso la declamazione in diretta degli haiku friulani, concretizzatasi nell’odierna puntata nella lettura della fatica poetica Poldo, effettuata al solito prima in lingua friulana dallo stesso Lisandri, e poi in lingua italiana dall’eccelso Filolao, che al solito ci ha regalato anche un ricercato commento di elevato spessore culturale. Ancora una volta grazie, o eccelso Filolao!

Prima di accomiatarci non potevamo non spendere due dovute parole di commento all’inestimabile opera figurativa ad ornamento del post a commento all’odierna puntata, al solito generosamente regalataci dal noto artista friulano contemporaneo Kurtz H. Ciattanuga, famoso esponente di spicco della Discaric Art . Trattasi del travagliato lavoro Sweet Empathy, prezioso messaggio di speranza ermeneutica, pregevole ed inestimabile produzione sincretica capace di regalarci attimi di estasi sinestetica, offrendo un’immanente opportunità di apprezzare la concretizzazione virtualizzata dell’ideale nietzschiano, che come a tutti noto ha caratterizzato la fase di produzione artistica successiva al superamento della sindrome di Gauguin, inestricabilmente intrecciata al periodo di sofferta permanenza a Paularo del sublime Maestro. Grazie, Kurtz H.

Dopo avere doverosamente ringraziato il come sempre monolitico Sandro Zavagno per il suo impeccabile lavoro in regia e la come sempre impareggiabile Professoressa Rachele per i suoi preziosi Cjantonus culturai – rubrica della quale trovate l’elenco dei temi principali nella colonna qua a fianco – ricordiamo ai nostri fedeli lettori ed ascoltatori che la prossima puntata della stagione di ALLONSANFAN – Back to the Zeitgeist andrà in onda lunedì 6 luglio, come sempre alle ore 21, sulle magiche frequenze di Radio Onde Furlane.

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Diciannovesima puntata

Photo by Kurtz H. Ciattanuga – Personal Collection

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L’odierna puntata è stata allietata dall’agognato ritorno della Professoressa Rachele, la cui presenza ha nuovamente arricchito la trasmissione con la sua squisita presenza femminile e la sua preziosa competenza. Grazie di essere tornata, Professoressa Rachele.

Il ritrovato cenacolo culturale – come a tutti noto composto anche dall’eccelso Filolao e dal Cavalier Lisandri Codut – ha quindi potuto affrontare con ritrovata sinergia il fecondo dibattito spontaneamente sbocciato dopo l’attenta lettura dell’articolo del Messaggero Veneto Addio “fasìn di bessòi”: Udine si candida ad area metropolitana, suggerita dal sempre più ispirato deus ex machina della trasmissione, l’eccelso Filoao. Grazie di averci regalato questa perla, eccelso Filolao.

Perché proprio di una perla giornalistica si tratta, benvenuta occasione di profonde riflessioni. Certo, possiamo capire l’iniziale perplessità di Lisandri nell’accettare l’abbandono di uno dei must della cultura friulana (il tradizionale fasìn di bessòi), per difendere la quale il Cavaliere non ha esitato ad affrontare anni di dura guerra di trincea sotto l’orgoglioso sventolare della Bandiera Bianca dell’invitto e mai abbastanza compianto Comandante Hagbard Celine, purtroppo prematuramente scomparso in circostanze mai del tutto chiarite.

Ma l’iniziale ritrosia ha subito lasciato il posto al profondo interesse per le stimolanti e innovative idee proposte nel succitato articolo. Tali geniali pensate potrebbero essere utilizzate per arricchire la proposta politica del nuovo movimento civico di Lisandri, il sempre più discusso Patriarcato di Acquileia 2.0. Ricordiamo ai nostri fedeli lettori che il Capitolo della Basilica di Acquileia ha recentemente rimandato a settembre la candidatura di Lisandri a Patriarca, ritenendo necessario un concreto miglioramento della sua piattaforma programmatica, recentemente esplicitata nel sacrale Contratto tra il Cavaliere e il popolo Friulano, come da lui stesso soffertamente ammesso ad inizio dell’odierna puntata.

Prendiamo ad esempio il concetto di città metropolitana. Fermo restando l’innegabile polisemicità di questo costrutto, complicata locuzione oggettivamente difficile da perimetrare semanticamente, ci permettiamo di ricordare che il buon vecchio Lisandri aveva già pensato ad estendere i collegamenti tra Udine e le sue estremamente articolate periferie, suggerendo di trasformare Udine in un prosperoso porto fluviale, capace di congiungere Resiutta con Marano Lagunare.

Certo, la proposta può sembrare estemporanea, ma dobbiamo ricordarci che la proposta politica del Cavaliere era al tempo ancora acerba, legata alla sua precedente creatura: la purtroppo prematuramente abortita Accolita Indipendentisti Durazzo – Friul Libar. Non dubitiamo che la creatività di Lisandri troverà nuova linfa vitale nel costrutto di città metropolitana, grazie anche – e soprattutto – ai preziosi e paterni suggerimenti dell’eccelso Filolao. Certo, bisognerà prima determinare i confini geografici della nuova realtà politica. Tuttavia nella sua spontanea concretezza – tipica degli imprenditori friulani – non possiamo non sottolineare come il Cavaliere sia stato un antesignano nell’affrontare le complesse problematiche legate alla gestione di una città metropolitana – concetto del quale non era peraltro al tempo neanche a conoscenza. Aspettiamo con ansia la prossima puntata per avere lumi su come Lisandri – nella sua veste di futuro Patriarca 2.0 – vorrà concretamente dare nuova forma a questa idea. Attendiamo frementi.

Del resto Lisandri continua a fornire inoppugnabili prove di maturazione personale, epifanizzate anche dalla sua spumeggiante produzione poetica. La declamazione in diretta del suo ennesimo haiku friulano, Marie, ci ha lasciati basiti. Quanti assurdamente continuano ad attribuire al Cavaliere una pervicace misoginia dovranno ricredersi davanti all’oggettiva evidenza dei fatti. I versi delicati di questo componimento arricchiscono la poetica del Cavaliere con elementi – probabilmente autobiografici – inequivocabilmente riconducibili a una sofferta – è vero – ma senz’altro autenticamente vissuta storia d’amore. Grazie di averci regalato questa perla in rime, Lisandri.

Ringraziamo sentitamente il noto artista friulano contemporaneo Kurtz H. Ciattanuga – esponente di spicco della Discaric Art – per averci permesso di adornare l’odierno post con la sua opera grafica Holy Cross. Trattasi di una produzione appartenete alla sua fase mistica, sofferta tappa esistenziale che come noto ha portato il Maestro a studiare approfonditamente il Manusmtri, dal quale ha ricavato profonde ispirazioni artistiche ed elevate illuminazioni spirituali, capaci di lenire i drammatici eventi che hanno segnato indelebilmente la sua travagliata esistenza.

Dopo avere doverosamente ringraziato l’immarcescibile Sandro Zavagno per il suo splendido lavoro in regia e augurandoci che la Professoressa Rachele sia nel prosieguo della stagione sempre con noi, sempre ansiosi di ascoltare i suoi preziosi Cjantonus culturai – rubrica della quale trovate l’elenco dei temi principali nella colonna qua a fianco – ricordiamo ai nostri fedeli lettori ed ascoltatori che la prossima puntata della stagione di ALLONSANFAN – Back to the Zeitgeist andrà in onda lunedì 22 giugno, come sempre alle ore 21.

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Diciottesima puntata

Photo by Kurtz H. Ciattanuga – Personal Collection

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Sotto lo sguardo paterno dell’eccelso Filolao, continua alacre il lavoro di rifinitura dell’ennesimo progetto del Cavalier Lisandri Codut, l’ormai molto discusso Patriarcato di Aquileia 2.0. Trattasi non di un nuovo soggetto politico, come ha precisato il buon vecchio Lisandri, ma di un movimento civico, teso a superare il disperato e disperante Spirito del Tempo, per procedere verso un radioso futuro, guardando sempre al glorioso passato del nostro amato Friuli. Un nobile tentativo innanzi al quale ci inchiniamo deferenti. Non possiamo inoltre non guardare con stupita ammirazione al sacrale Contratto che il Cavaliere ha stipulato due settimane or sono con il popolo friulano, suggellato dalla solenne promessa di farsi linciare dalla folla inferocita nello Stadio Friuli, qualora non fosse in grado di onorarlo. Un esempio mirabile di concreta assunzione di responsabilità, in un momento storico in cui la nostra classe politica si distingue trasversalmente per le sue elevate prestazioni nella complessa ma immarcescibile tecnica dello scaricabarile. Grazie per farci sognare, Lisandri.

Anche se comprendiamo l’ardente desiderio di un vecchio imprenditore e combattente di gettare il cuore oltre l’ostacolo, non possiamo tuttavia non condividere il garbato invito a una maggiore prudenza verbale generosamente elargito al Cavaliere dall’eccelso Filolao. In particolare ci sembra non del tutto congruo con il messaggio di servizio al popolo l’idea di costruire un Sacrario per il Patriarca Lisandri sul colle del Castello di Udine. Forse sarebbe più opportuno quantomeno che il Cavaliere ufficializzi la sua candidatura a Patriarca davanti al Capitolo della Basilica di Aquileia, prima di sbilanciarsi eccessivamente con dichiarazioni che allo stato dell’arte potrebbero essere fraintese. Meno male che l’eccelso Filolao è sempre prodigo di generosi – e più che opportuni – consigli. Grazie, eccelso Filolao, per la tua taumaturgica presenza.

Purtroppo nell’odierna puntata non abbiamo potuto ascoltare la voce della Professoressa Rachele, che ha comunque provveduto con la sua consueta efficienza a fare pervenire i suoi preziosi Cjantonus culturai nella cabina di regia di Radio Onde Furlane. Alla loro lettura in diretta ha provveduto il come sempre impeccabile Filolao. Ci auguriamo che la Professoressa ritorni al più presto ad arricchire la trasmissione con la sua squisita presenza femminile, di cui abbiamo avvertito la mancanza.

Solo una breve nota sull’ultima fatica creativa di Lisandri, che ha come al solito declamato in diretta il suo ennesimo haiku friulano: Bepo. Trattasi di un sofferto lavoro che ancora una volta evidenzia la capacità del popolo friulano di affrontare con il sorriso sulle labbra le peggiori avversità della vita. Felici e friulani: un tema centrale nella poetica di Lisandri.

Non pago di averci regalato la succitata perla in versi, il Cavaliere – su nobile e rafinata sollecitazione dell’eccelso Filolao – ha fornito un altro esempio tangibile di come il suo cristallino animo friulano sia capace di apprezzare il lato positivo della vita anche nelle situazioni apparentemente più difficili: dopo lunga malattia è passata a miglior vita la sua amatissima agne Marie, lasciandolo però erede di notevoli proprietà mobiliari ed immobiliari. La facilità con la quale Lisandri ha saputo concentrarsi sui lati positivi della vicenda, glissando per altro con nobile bonomia sulle ardue problematiche legali sorte con i nipoti, costituisce a nostro avviso un paradigmatico esempio di positività ed amore della famiglia tipicamente friulane.

Il tema del superamento delle difficoltà dell’umana esistenza è centrale anche nell’opera del noto artista friulano contemporaneo Kurtz H. Ciattanuga che impreziosisce il post a commento dell’odierna puntata: trattasi del sofisticato lavoro grafico Escaping from Pandora. Si tratta di una tipica produzione appartenente alla sua fase post-iperrealistica, periodo travagliato nel quale il genio creativo di Kurtz H. ha forse raggiunto il suo apice di capacità sincretica, fecondato dalle sofferenze derivanti dalle travagliate vicende personali del noto esponente della Discaric Art.

Dopo avere ringraziato il come sempre granitico Sandro Zavagno per il suo mirabile lavoro in regia e augurandoci il rientro in trasmissione della Professoressa Rachele – alla quale va comunque il nostro sentito elogio per essere riuscita a fare pervenire i suoi preziosi Cjantonus culturai – ricordiamo ai nostri fedeli lettori ed ascoltatori che la prossima puntata della stagione di ALLONSANFAN – Back to the Zeitgeist andrà in onda lunedì 8 giugno, come sempre alle ore 21.

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Diciassettesima puntata

Photo by Kurtz H. Ciattanuga – Personal Collection

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L’odierna puntata di ALLONSANFAN – Back to the Zeitgeist conferma, se mai ce ne fosse bisogno, l’eccelso livello culturale raggiunto e consolidato dal cenacolo culturale magistralmente condotto dall’eccelso Filolao.

Chiusa la diciassettesima edizione del Far East Film, il dibattito si è spostato verso il prossimo evento ad elevato impatto mediatico nel nostro amato Friuli: Vicino Lontano. Ha assunto particolare pregnanza la discussione intorno al tema della sessualità tra i friulani under 35. Fermo restando che della sfera sessuale dei friulani (così come quella degli afgani, dei triestini, dei malesi, degli ugro-finnici o di qualsiasi altra etnia/nazionalità) non ce ne può fregare di meno, una domanda sorge spontanea: perché mai circoscrivere la ricerca agli under 35? Trattasi di una tensione escatologica propulsa dall’amore scientifico per la ricerca sperimentale o dell’ennesimo tentativo di solleticare la pancia del pubblico, mirando a suscitare un facile interesse di breve periodo, in linea con lo Spirito del Tempo che caratterizza questo scorcio di inizio millennio, amante dell’inane vaniloquio autoreferenziale? Mah.

Molto più interessante e concreto ci è apparso il sacrale Contratto tra il Cavalier Codutti e il popolo friulano, annunciato in diretta e finalizzato a conferire maggiore tangibilità al nuovo progetto di Lisandri, il Patriarcato di Aquileia 2.0. Un patto molto semplice e comprensibile, articolato in tre punti che bene si prestano ad essere veicolati mediaticamente: la solenne promessa che mai più gli unni invaderanno il nostro amato Friuli; l’impegno formale a potenziare le strutture sanitarie locali onde scongiurare una possibile epidemia di peste bubbonica; la garanzia che ogni immigrato accolto nella Piccola Patria venga impegnato in attività socialmente utili. Al netto di una verbosità a tratti forse troppo focosa – ma comunque riconducibile nell’alveo del carattere burbero ma sincero di un vecchio combattente ed imprenditore mai domo e sempre pronto all’azione – e della forse non proprio maniacale cura nell’attualizzare alcune problematiche che potrebbero apparire desuete, non possiamo che inchinarci dinanzi al genuino slancio di Lisandri, che in questa impresa mette in gioco tutto sé stesso: qualora fosse eletto Patriarca del Friuli – e non fosse in grado di concretizzare tutti i punti del Contratto – il Cavaliere si è infatti impegnato a farsi pubblicamente linciare dalla folla inferocita nello Stadio Friuli. Un bell’esempio per la nostra asfittica classe politica, ammalata di cadreghinismo progressivo irreversibile e geneticamente incapaci di assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Bravo Lisandri. Ci sentiamo però di consigliarti di prestare attenzione ai consigli al solito generosamente elargiti dall’eccelso Filolao, finalizzati ad ottimizzare alcuni dettagli del Contratto onde aumentarne l’appetibilità mediatica. Grazie, eccelso Filolao.

La ferrea volontà di gettare il cuore oltre l’ostacolo è del resto emersa anche dalla lettura dell’ennesima fatica creativa di Lisandri: trattasi dell’haiku friulano Tilio il canarin, ennesima testimonianza dell’interno ribollire del Cavaliere, che sotto la paterna mano dell’eccelso Filolao continua il suo silente lavorio di trasmutazione interiore. La sua candidatura a Patriarca del Friuli può essere da questo punto di vista essere interpretata come un notevole passo in avanti, una vero cambiamento paradigmatico rispetto all’esperienza dell’Accolita Indipendentisti Durazzo – Friul Libar.

Non possiamo non fare cenno su una problematica emersa nel sofferto dialogo di elevato spessore che ha caratterizzato l’odierna puntata. Trattasi di un vero flagello culturale, che pare interessare anche il nostro amato Friuli: la presenza di (aspiranti) “artisti” che per superare la loro strutturale incapacità di creare in proprio, devono purtroppo ridursi a copiare vilmente le opere e le idee altrui. Che poi questi tristi personaggi si presentino magari come difensori del nostro amato Friuli a della sua cultura rende il tutto ancora più avvilente. Ma molto in linea con lo Spirito del Tempo. Bah.

Lo sguardo triste su un mondo in irreversibile decadenza è del resto il tema centrale dell’opera del noto artista friulano contemporaneo Kurtz H. Ciattanuga – poliedrico genio creativo ed esponente di spicco della Discaric Art – ad ornamento del post a commento dell’odierna puntata. Uno squisito lavoro grafico – Holy Look – che testimonia mirabilmente una tensione intima verso l’Assoluto, una volontà interiore di gettare uno sguardo attraverso ed oltre la misera materialità per superare la meschina contingenza del presente. In un mondo disperato e disperante questa luminosa perla grafico-visiva è un messaggio di speranza che ci giunge dall’Infinito per intercessione di un artista ispirato di eccelso livello. Grazie di cuore, Kurtz H. Ciattanuga.

Dopo avere doverosamente ringraziato l’immarcescibile Sandro Zavagno per il suo splendido lavoro in regia e la Professoressa Rachele per i suoi preziosi Cjantonus culturai – rubrica della quale trovate l’elenco dei temi principali nella colonna qua a fianco – ricordiamo ai nostri fedeli lettori ed ascoltatori che la prossima puntata della stagione di ALLONSANFAN – Back to the Zeitgeist andrà in onda lunedì 18 maggio, come sempre alle ore 21.

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Sedicesima puntata

Photo by Kurtz H. Ciattanuga – Personal Collection

Photo by Kurtz H. Ciattanuga – Personal Collection

Che cosa frena il Cavalir Lisandri Codut dal realizzare i suoi bellicosi propositi di diventare il nuovo punto di riferimento della Piccola Patria, quale novello Patriarca del re-instaurato Patriarcato di Aquileia 2.0? Ahinoi, non ci è dato di saperlo. Quel che invece è certo è che l’argomento è stato a più riprese dibattuto durante l’odierna puntata di ALLONSANFAN – Back to the Zeitgeist, l’ormai affermato cenacolo culturale condotto come sempre con magistrale competenza dall’eccelso Filolao.

Non sono mancati durante l’odierna puntata momenti di indicibile commozione, foriero – strano a dirsi – proprio il Cavalir, recatosi in devoto pellegrinaggio alla Basilica di Aquileia onde rendere il giusto omaggio e trarre fonte di ispirazione dinanzi al sarcofago contenenti i resti mortali di Marquardo di Randeck, ultimo patriarca peraltro a essere tumulato all’interno della basilica. Non osiamo pensare alle reazioni del buon Marquardo allorquando Lisandri ha inteso manifestare i suoi propositi, ma pare proprio che il sinistro scricchiolio di ossa consunte dai secoli testé colà distintamente uditosi possa essere interpretato come tutt’altro che un segno di benevolenza nei confronti dell’intrapresa del Cavaliere. Grazie, patriarca Marquardo.

Nell’attesa di presentarsi innanzi al Capitolo della Basilica onde avanzare la sua candidatura, il Cavalir ha inteso propagandare la sua iniziativa con un gesto eclatante, in questo avvalendosi della ben nota predisposizione alle imprese ardimentose – quantunque regolarmente fallimentari – molte volte manifestata dal suo ex commilitone, l’ingignir Marco Lanaro, come ben ricorderanno gli ascoltatori dell’epopea di Bandiera Bianca. E a questo punto non possiamo esimerci dal rivolgere un silente e riconoscente pensiero al leggendario Comandante Hagbard Celine, fiero condottiero che si è immolato per la libertà della nostra amata terra, sulla cui misteriosa dipartita peraltro permane fitto il mistero. Grazie, Comandante Hagbard Celine.

Che dire poi dell’ennesima perla artistica sfornata in diretta dal Cavalir per deliziare gli ascoltatori, l’haiku furlan Lament di un pastor vagabont pal Friul ? Peraltro il primo haiku palindromo della storia, ovverossia il cui testo può diventare titolo e viceversa – alla stregua dei cappotti amorevolmente risvoltati ai tempi che furono dalle delicate mani delle nostre amate nonne – preclara dimostrazione dell’ecletticità del Cavalir, che così risponde alla torma di detrattori che, inspiegabilmente, vieppiù ingrossa le sue fila. Lui, benevolente scrolla le spalle, e con inconsueta nonchalance cita una frase presa a prestito dal sommo Bardo: Siamo tutti miserabili buffoni. E siamo pure al freddo. Grazie, eclettico Lisandri.

Un sentito e caloroso ringraziamento va alla Professoressa Rachele, che nonostante l’inopinata assenza ha fatto pervenire in trasmissione i suoi preziosi Cjantonus culturai, letti stasera con rara quanto umile sagacia dall’eccelso Filolao, una volta di più confermatosi conduttore di cristallino talento e abnegazione. Grazie, inarrivabile Professoressa Rachele.

Non possiamo inoltre non innalzare un sentito peana in onore del noto artista contemporaneo friulano Kurtz H. Ciattanuga, poliedrico genio creativo ed esponente di spicco della Discaric Art. Ci inchiniamo deferenti in muta ed estatica contemplazione davanti alla sua opera visiva Hidden Triumph, che impreziosisce il post a commento dell’odierna puntata. Grazie, Kurtz H.

E un grazie particolare va esteso all’immarcescibile e monolitico Sandro Zavagno, autentico fuoriclasse riconosciuto della console di regia, sempre preciso e attento nell’amministrare la potente macchina tecnica che Radio Onde Furlane mette a disposizione dei nostri prodi. Grazie, immarcescibile Sandro.

Nel ricordare che la prossima puntata di ALLONSANFAN – Back to the Zeitgeist andrà eccezionalmente in onda lunedì prossimo 4 maggio come di consueto alle 21, invitiamo i fedeli ascoltatori di Radio Onde Furlane a ricercare il perduto Spirito del Tempo mantenendosi all’ascolto delle gesta dei nostri novelli Argonauti.

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Quindicesima puntata

Tapani Mononen

Tapani Mononen

Il rinnovato cenacolo culturale formato dall’eccelso Filolao, dalla Professoressa Rachele e dal Cavalier Lisandri Codut ha nell’odierna puntata accolto un ospite d’eccezione: Tapani Mononen, attore, regista e arteterapeuta finlandese che da molti anni risiede e lavora nel nostro amato Friuli. Tapani aveva già presenziato a una puntata della precedente stagione di ALLONSANFAN, nel corso della quale aveva presentato la sua poliedrica attività. In questa sede ci sentiamo di ricordare succintamente alcune delle sue molteplici attività (i laboratori teatrali, la teatroterapia, i corsi di clown), e lo spettacolo Quand’è che si diventa grandi, del quale è regista (assieme a Céline Lombardi) e attore .

Nell’odierna puntata Tapani ci ha stupito presentando la sua nuova creatura: il Centro CHA – Creative Healing Arts (Arte della trasformazione creativa), un innovativo centro culturale che con un approccio olistico intende promuovere la crescita personale e la consapevolezza. Invitiamo a visitare il sito del centro per avere maggiori informazioni sui diversificati servizi offerti. L’attività del centro comincerà ufficialmente il 9 maggio; ricordiamo che sabato 18 aprile alle ore 20.30 presso il Teatro Garzoni di Tricesimo avrà luogo lo spettacolo L’inizio, che intende presentare l’anima pulsante dell’associazione culturale. Tapani porterà sul palco la sua ultima fatica assieme ad altri quattro artisti: Stefano Andreutti (batteria) Andrea Casaccio (chitarra) Maurizio Trapani (contrabbasso) e Elina Orpana (ballerina). Non possiamo che fare i migliori auguri a questa iniziativa culturale, che “vuole testimoniare che, qualunque cosa ci sia successo nella vita, è sempre possibile farne tesoro e rialzarsi: è davvero possibile creare quello che si desidera”.

Le profonde parole di Tapani hanno avuto un immediato e positivo impatto sul Cavalier Codutti, che negli ultimi anni ha esperito avvenimenti a dir poco traumatici, a cominciare dai lunghi anni trascorsi al fianco del leggendario Comandante Hagbard Celine, battendosi accanitamente sotto la sua Bandiera Bianca a difesa dei Sacri Valori del nostro mai abbastanza amato Friuli. Eventi drammatici, i cui echi lontani continuano a riverberare effetti non sempre esaltanti per il – duramente colpito, è vero, ma mai domo – Lisandri. Ne ricordiamo uno tra i tanti: il vile assalto dell’orso Bepo, tragico accadimento ormai inestricabilmente intrecciato nella mente di Lisandri alla bieca figura di Bepi Kinski, altro losco individuo che come a tutti noto ha cercato di eliminare fisicamente il Cavaliere il 21 luglio 2014, proprio durante la puntata di ALLONSANFAN (Bepi Kinski Revenge) che vedeva come ospite Tapani (e incredibilmente assente lo stesso Lisandri). Tapani Mononem, il Cavaliere Lisandri Codut, Bepi Kinski, l’orso Bepo: un inestricabile intreccio di oscuri accadimenti sul quale gli storiografi stanno cercando di fare luce. Meno male che l’eccelso Filolao – eburneo punto di riferimento nei tetri marosi del quotidiano trascorrere degli eventi – continua a reggere con mano sicura il timone della trasmissione. Grazie, eccelso Filolao.

Dobbiamo ammetterlo: Lisandri continua ad incassare colpi durissimi (ricordiamo l’ultimo della serie: il suo vile siluramento dal direttivo della sua creatura politica – l’Accolita Indipendentisti Durazzo – Friul Libar – ad opera del losco Dimitri Stakanovaz), ma indomito persevera nel lottare per i suoi ideali e per la sua terra, il nostro amatissimo Friuli, testimoniando con i solidi fatti che “qualunque cosa ci sia successo nella vita, è sempre possibile farne tesoro e rialzarsi: è davvero possibile creare quello che si desidera”. E non importa quante volte si è caduti. Magari rompendosi tutte le ossa, circondato dalla gaia ilarità degli astanti. Grazie, Lisandri.

Non possiamo che inchinarci davanti all’ennesima idea del Cavaliere: diventare il nuovo Patriarca del Friuli e creare un nuovo soggetto civico, destinato a superare le meschine logiche politiche sottese alla precedente Accolita Indipendentisti Durazzo – Friul Libar: il Patriarcato di Aquileia 2.0. Deplorando i vinti dalla vita che – incapaci di uscire dal grigiore delle loro meschine esistenze, monche di tensioni teleologiche verso alti ideali – accusano il generoso Lisandri di megalomania, non possiamo che elogiare questo tentativo di superare il triste Spirito del Tempo – nel quale questa stanca umanità di inizio millennio razzola inane – per riportare il presente del Friuli ai fasti del suo glorioso passato, sulle orme dei grandi Patriarchi di Aquileia: Sigeardo di Beilstein, Bertoldo di Andechs-Merania, il beato Bertrando di San Genesio, Marquardo di Randeck, solo per citarne alcuni.>

A ulteriore dimostrazione del fatto che le avversità grandinanti sulla sua vita non hanno minimamente scalfito la sua ferrea volontà e la sua positiva visione del mondo – tipicamente friulana, del resto – Lisandri ci ha regalato la sua ultima fatica poetica: l’haiku friulano Tiere Furlane. Leggete e godete.

Ci sentiamo tuttavia di suggerire un umile consiglio al Cavaliere: introdurre una certa moderazione alla nuova e creativa modalità di divulgazione culturale (la simulazione di una totale ignoranza sulla cultura friulana). Capiamo che tale espediente narrativo offra all’eccelso Filolao e alla Professoressa Rachele ghiotte occasioni di acculturazione in un ambiente sanamente goliardico, ma fare finta di ignorare che i santi patroni del Friuli siano Ermagora e Fortunato ci sembra una forzatura …

Dopo avere doverosamente ringraziato il come sempre più che affidabile Sandro Zavagno per il suo mirabile lavoro in regia e la Professoressa Rachele per la sua imperdibile rubrica culturale – rubrica della quale trovate l’elenco dei temi principali nella colonna qua a fianco – ricordiamo ai nostri fedeli lettori ed ascoltatori che la prossima puntata della stagione di ALLONSANFAN – Back to the Zeitgeist andrà in onda lunedì 27 aprile, come sempre alle ore 21.

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Quattordicesima puntata

Photo by Kurtz H. Ciattanuga – Personal Collection

Photo by Kurtz H. Ciattanuga – Personal Collection

L’impensabile è avvenuto. Dagli abissi spaziotemporali ove pensavamo fosse deceduto in aspra pugna contro l’odiato nemico, ha fatto capolino l’ingignir Marco Lanaro, uno degli innumerevoli giovani eroi che hanno combattuto per i Sacri Valori del nostro amato Friuli sotto lo stendardo dell’ineffabile Comandante Hagbard Celine, l’ormai leggendaria Bandiera Bianca. L’ingignir allunga la lista dei prodi combattenti sopravvissuti alla pugna postatomica, il cui unico superstite inizialmente postulato dalla storiografia ufficiale pareva essere il Cavalier Lisandri Codut. Impossibile non citare in questa sede l’ardito poeta guerriero Carlo Gulmini, che abbiamo scoperto con vero piacere essere ancora vivo nella scorsa stagione di ALLONSANFAN.

Non possiamo in ogni caso non commuoverci ascoltando le parole colme di gratitudine e ammirazione generosamente spese dal sopravvissuto ingignir per onorare la memoria del – mai abbastanza compianto – ineffabile Comandante Hagbard Celine. Non possiamo invece non palesare profonde perplessità nei confronti di certe affermazioni sprezzanti che non rendono certo onore alla figura dell’allora fido luogotenente del Comandante, il Cavaliere Lisandri Codutti, esternate con eccessiva leggerezza e pressapochismo dall’ingignir. Probabilmente questo suo atteggiamento scarsamente riflessivo può essere spiegato dalla profondità dei traumi psichici riportati durante l’aspra pugna a difesa dei Sacri Valori del nostro amato Friuli. Non possiamo non lodare il come sempre eccelso Filolao, che con ferme ma modulate riflessioni ad ampio spettro semantico ha cercato di ricondurre il pensiero lanariano nell’alveo di una più consona morigeratezza espositiva. In effetti l’ingignir ha palesato un comportamento di difficile interpretazione, alternando momenti di alto spessore intellettuale – manifestando una rara competenza sulla storia del Patriarcato di Aquileia, tanto da sembrare a tratti quasi di essere in grado di interloquire alla pari con l’eccelso Filolao – a periodi di parziale obnubilamento psichico, durante i quali la sua capacità espressiva è parsa essere alquanto approssimativa. Esperti di alto livello accademico stanno ancora cercando di fornire una cornice interpretativa all’interno della quale potere meglio collocare la dissertazione lanariana sulla presunta manipolabilità dell’uomo moderno, che vivrebbe in una situazione dimentica della libertà primigenia. Ma invitiamo all’ascolto dell’odierna puntata per meglio cogliere il suo – forse troppo – articolato pensiero.

In ogni caso all’ingignir Marco Lanaro va tutta la nostra riconoscenza: onore e lode ai prodi guerrieri che in tempi eroici e lontani – ormai del tutto tramontati, ahimé – hanno fatto da scudo con i loro giovani corpi martoriati – ma onusti di imperitura gloria – alla nostra Piccola Patria. Un fulgido esempio di specchiata moralità, spirito di indomito sacrificio e amore di giustizia, valori ormai dimenticati dalle nuove generazioni, perse nel contemporaneo Spirito del Tempo, permeato da un inane chiacchiericcio autoreferenziale alieno a ogni tensione teleologica.

Va comunque precisato che le intemperanze lanariane si sono verificate solo all’inizio della trasmissione, quando il Cavaliere era (al momento inspiegabilmente) assente. Quando ormai pareva essere stata persa ogni speranza di rintracciarlo, Lisandri ha fatto ingresso nello studio di Radio Onde Furlane con il suo consueto stile altamente espressivo, fornendo una più che comprensibile spiegazione al suo ritardo: l’ennesima aggressione dell’odioso orso Bepo. Non possiamo non abbracciare idealmente il Cavaliere, profondamente traumatizzato dall’avversità degli accadimenti, tanto emotivamente colpito da confondere le locuzioni orso Bepo e Bepi Kinski, locuzioni formate da aggregati allofoni che rendono facile un loro inconsapevole interscambio fonetico. Cogliamo l’occasione per prendere quindi le distanze dai facinorosi qualunquisti che millantano una non scientificamente dimostrabile sovrapposizione tra le figure dell’infame orso Bepo e la bieca figura di Bepi Kinski. Invitiamo con ferma cortesia questi tristi figuri sputasentenze a dedicarsi al placido lavoro agreste, più consono alle loro precaria capacità cognitiva.

Non possiamo non inchinarci innanzi alla fine arguzia dell’eccelso Filolao, capace di cogliere l’attimo fugace onde permettere un proficuo confronto tra le capacità poetiche dell’ingignir Marco Lanaro e quelle del Cavalier Codutti. Non possiamo non inchinarci davanti alla profondità del dibattito scaturito dopo la lettura di un cult della produzione lanariana, l’ormai notissima Trieste, alla quale un sempre più ispirato Lisandri ha risposto con la declamazione del suo ultimo haiku friulano: Ciuf Ciuf.

Il post a commento di una puntata di tale spessore culturale non poteva non essere degnamente ornata da un capolavoro visivo realizzato dal noto artista contemporaneo friulano Kurtz H. Ciattanuga: trattasi dell’opera figurativa Eternal Youth, un must della Discaric Art. L’abilità di Kurtz H. nel guidare in modo sottile l’attenzione visiva dell’osservatore verso una tensione dinamica – facendo leva sinergicamente sui ricordi archetipici del genere umano e sul geniale accostamento dei pattern ottici paradigmatici – ha raggiunto una dimensione parossistica innanzi alla quale ci inchiniamo in muta deferenza. Grazie, Kurtz. H.

Dopo avere doverosamente ringraziato il come sempre più che affidabile Sandro Zavagno per il suo impeccabile lavoro in regia e la Professoressa Rachele per la sua preziosa rubrica culturale – rubrica della quale trovate l’elenco dei temi principali nella colonna qua a fianco – ricordiamo ai nostri fedeli lettori ed ascoltatori che la prossima puntata della stagione di ALLONSANFAN – Back to the Zeitgeist andrà in onda lunedì 13 aprile, come sempre alle ore 21.

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